Una delle vittime della pensione anticipata “Ape Sociale”, ecco perché

La pensione anticipata Ape Sociale è ingiusta, molti lavoratori vengono tagliati fuori, i lavoratori autonomi disoccupati non rientrano, perché?

di , pubblicato il
pensione anticipata invalidità 80 per centi

Pensione anticipata “Ape Sociale”, le vittime di questa misura sono tante, analizziamo il perché rispondendo ad un nostro lettore:

Buongiorno, sono una delle tante vittime di una norma discriminante sull’ APE Social che da più parte echeggia e sembra riservata ai soli lavoratori dipendenti.

Annovero oltre 36 anni di contributi
– servizio di leva 1 anno
– 23 anni come lavoratore dipendente
– 12 anni costretto a partita iva come autonomo
da 6 anni iscritto alle liste di disoccupazione senza ricevere alcun ammortizzatore.

A giugno 2019 compio 63 anni.

E’ possibile che il Legislatore abbia avuto il paraocchi e non abbia tenuto conto dei tantissimi che hanno dovuto per forza di cose ad un certo punto della loro vita lavorativa aprire una penalizzante partita iva per lavorare?

Che differenza fa, come quantità di contributi, se uno chiude la propria vita lavorativa da subordinato anziche’ da autonomo e viceversa?

Mi viene riferito che se al contrario avessi chiuso da subordinato avrei avuto i requisiti per accedere all’anticipo pensionistico….  no comment!!!

Non è un paradosso al limite del ridicolo che sottolinea la superficialità con cui si legifera senza tener conto di un mondo del lavoro che è cambiato per giunta discriminandolo?

La norma si rivolge anche agli autonomi ma si contraddice per i requisiti.

La saluto in attesa di una gradita risposta e ringraziandola per il tempo dedicatomi. Cordialmente.

Pensione anticipata “Ape Sociale” e ingiustizie

In un’Italia che cerca di tappare i buchi creati dalle varie forze politiche, questo è il risultato dell’ennesima ingiustizia. Qualcuno ha pensato che il disoccupato con partita IVA è diverso da quello dipendente, quest’ultimo ha diritto anche all’indennità di disoccupazione – NASPI, e su questo diritto si basa l’Ape Sociale per i disoccupati.

In tanti mi scrivono che questa misura è ingiusta e che la partita Iva il più delle volte è solo un ripiego per poter lavorare. Le aziende non vogliono assumere per non pagare contributi e ai colloqui ti chiedono se hai la partita IVA, questo è l’unico modo per lavorare con loro.

La misura pensionistica Ape Sociale ha tutelato la categoria dei lavoratori dipendenti disoccupati, ma gli autonomi non rientrano, giustamente ci si chiede perché? La parola “disoccupato” non fa differenza per nessuno, si è senza lavoro e il più delle volte in un’età che non permette più l’accesso al mondo del lavoro.

Conclusione

Analizzando la sua posizione lei dovrà effettuare il cumulo contributivo per far confluire i requisiti in un’unica cassa previdenziale. Poi può accedere all’Ape Volontario con 63 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi, questa misura resterà in vigore fino al 31 dicembre 2019. Se poi ha versato i contributi in un fondo pensione, può accedere alla RITA – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. Le lascio qui un articolo con tutte le differenze fra le due misure:
Pensione anticipata: Ape volontario e Rita, le due alternative

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,

I commenti sono chiusi.