Un piano di lotta all’evasione per taglio tasse fino a 6 miliardi

Miglioramento delle entrate e lotta all’evasione, il piano del governo per ridurre la pressione fiscale dal prossimo anno.

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Miglioramento delle entrate e lotta all’evasione, il piano del governo per ridurre la pressione fiscale dal prossimo anno.

La lotta all’evasione e cashless daranno risorse per l’intervento sulle tasse previsto per il prossimo anno. I proventi saranno inseriti nel nuovo fondo per la riduzione delle tasse. Con l’intervento di altre risorse l’operazione potrebbe contare su 5-6 miliardi.

Lo scrive Repubblica spiegando che lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in conferenza stampa, ha detto che è necessario un nuovo patto sociale con i contribuenti basato sulla restituzione alla collettività di quanto evaso.

Si aprono, così fin dalla prossima legge di Bilancio, spazi finanziari per rafforzare l’operazione cuneo fiscale. Ma anche, possibilmente, per praticare una revisione delle aliquote in attesa dell’approvazione delle legge. Il ministro del Tesoro ha precisato quali saranno i pilastri dai quali arriveranno i finanziamenti. Essenzialmente due:

  • Il miglioramento delle entrate con la compliance
  • la lotta all’evasione.

Cashless e cashback

L’adesione volontaria, la cosiddetta compliance, sarà affidata dal prossimo anno al piano cashless e cashback, fortemente voluto dal premier Conte, e al quale Gualtieri ha fatto riferimento. In pratica il meccanismo di restituzione di una percentuale pari al 10 per cento della spesa sostenuta mediante bancomat, carte di credito e altri strumenti di pagamento tracciabili che darebbero la possibilità di far emergere una abbondante base imponibile.

Il ristoro per il contribuente-consumatore sarà, come detto, del 10% della spesa pagata con strumenti elettronici e avrà un tetto massimo di 3.000 euro. Per evitare che possano bastare poche transazioni di importo significativo per raggiungere i tetti massimi dovrebbe essere previsto un numero minimo di operazioni (si parla di almeno 50).

La lotta all’evasione fiscale

La seconda gamba sarà quella della lotta all’evasione vera e propria.

Quest’anno per la grave crisi economica e il blocco degli accertamenti dovuto al lockdown i proventi del contrasto all’evasione sono precipitati di 6,8 miliardi rispetto al 2019. E anche per il 2020 le stime sono state corrette al ribasso per circa 3 miliardi. Ma nel 2021 il gettito della lotta all’evasione dovrebbe tornare intorno ai 5,22 miliardi. Soldi che potrebbero essere in buona parte spesi per una prima sforbiciata alle tasse.

Con la prossima finanziaria si dovrebbe stabilire la costituzione di un nuovo fondo che, come dice la Nadef, verrebbe alimentato dalle entrate effettivamente generate dalla lotta all’evasione e non solo dagli incrementi rispetto agli obiettivi. Del resto la pressione fiscale non accenna a diminuire. A politiche invariate, secondo la Nadef, dovrebbe salire di un decimo di punto percentuale nel 2020, al 42,5%. Considerando l’intero periodo, crescerà di circa 0,1 punti percentuali, attestandosi al 42,6% nel 2023.

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