Ultimissime Reddito di Cittadinanza, non sono ancora finiti i ritocchi e i tagli per il 2023

Non sono ancora finiti i ritocchi e i tagli per il 2023 al reddito di cittadinanza. Ecco cosa c'è da aspettarsi.

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Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice“, affermava Giacomo Leopardi. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno, d’altronde, la speranza comune è che il 2023 possa portare con sé delle notizie positive.

Non per tutti però sarà così. Con l’arrivo del nuovo anno, infatti, verranno applicati diversi tagli e ritocchi al reddito di cittadinanza che costringeranno molti percettori a dover dire addio al sussidio in questione. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Ultimissime Reddito di Cittadinanza, non sono ancora finiti i ritocchi e i tagli per il 2023

Il governo Conte ha introdotto il reddito di cittadinanza al fine di garantire un sostegno alle persone alle prese con delle difficoltà finanziarie.

Un aiuto economico indubbiamente importante che ha portato con sé un bel po’ di polemiche. In particolare sono in molti a sostenere che scoraggi la ricerca di lavoro. Per questo motivo il governo guidato da Giorgia Meloni intende apportare delle importanti modifiche alla misura in questione grazie alla Legge di Bilancio 2023. Ma cosa c’è da aspettarsi?

Attraverso gli emendamenti alla Manovra 2023 l’esecutivo non ha modificato il concetto di “congruità” per quanto concerne le offerte di lavoro ai percettori del sussidio targato Movimento 5 Stelle. L’intento è quello di eliminare tale concetto per spingere i percettori del reddito di cittadinanza ad accettare qualsiasi tipo di impiego lavorativo.

Questo a prescindere dal proprio background professionale e zona di residenza. Una modifica che non è ancora stata attuata e che potrebbe prendere vita attraverso un decreto ad hoc già nel corso del mese di gennaio 2023.

  Non è ancora dato sapere, però, se si assisterà all’eliminazione anche della congruità geografica oppure se davvero un percettore del reddito di cittadinanza dovrà accettare qualsiasi tipo di lavoro, in qualsiasi posto.

Verso l’addio del sussidio

In ogni caso si tratta di modifiche che riguarderanno solamente gli occupabili, cioè le persone con un’età compresa tra 18 e 59 anni che sono in grado di lavorare. Quest’ultimi a partire dal 2023 potranno beneficiare del pagamento del reddito di cittadinanza solamente per sette mesi. Per gli altri, invece, resterà tutto come prima. Questo almeno nel corso del 2023. A partire dal 2024, infatti, il sussidio verrà abolito e al suo posto verranno introdotte delle nuove misure a favore delle famiglie economicamente disagiate.

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