Ufficiale: Scissione dei pagamenti (Split Payment) prorogato fino al 2023

Lo Split Payment continuerà ad applicarsi fino al 30 giugno 2023 alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società. Vediamo meglio di cosa si tratta.

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Lo Split Payment continuerà ad applicarsi fino al 30 giugno 2023 alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il 22 giugno 2020 la Commissione europea ha adottato la proposta del Consiglio che estende fino al 30 giugno 2023 l’autorizzazione concessa all’Italia per l’applicazione dello split payment come misura speciale di deroga a quanto previsto dalla direttiva 2006/112/CE in materia di IVA. La notizia è stata resa nota dallo stesso ministero dell’Economia e delle finanze con il comunicato stampa N° 158 del 03/07/2020.

Ricordiamo che l’istituto dello split payment è un regime in deroga, autorizzato dal Consiglio UE 2017/784/UE del 25 aprile 2017 e sarebbe dovuto cessare il 30 giugno 2020.

Ma in cosa consiste il meccanismo della scissione dei pagamenti (Split Payment)?

 

Split Payment, di cosa si tratta?

Il meccanismo della scissione dei pagamenti (Split Payment), introdotto dalla legge di Stabilità 2015, prevede che per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti affidabili (come le pubbliche amministrazioni) l’Iva addebitata in fattura debba essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non più dal fornitore.

 

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Arriva la proroga

L’Istituto della scissione dei pagamenti è stato prorogato fino al 2023, a darne notizia è stato lo stesso Ministero dell’Economia e delle finanze, con un comunicato stampa (il 158 del 03/07/2020) con il quale si rende noto che “la Commissione europea ha adottato la proposta del Consiglio che estende fino al 30 giugno 2023 l’autorizzazione concessa all’Italia per l’applicazione dello split payment come misura speciale di deroga a quanto previsto dalla direttiva 2006/112/CE in materia di IVA”.

Lo split payment, dunque, continuerà ad applicarsi fino al 30 giugno 2023 alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società, secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972 sull’Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto.

 

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