Turismo e albergatori in crisi, ma la tassa di soggiorno resta

Introiti in forte calo per alberghi e strutture turistiche. La sospensione dell’imposta di soggiorno poteva incentivare di più, ma è stato deciso di lasciarla.

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Introiti in forte calo per alberghi e strutture turistiche. La sospensione dell’imposta di soggiorno poteva incentivare di più, ma è stato deciso di lasciarla.

Turismo e albergatori in crisi, ma per ripartire nessuno ha pensato di sospendere la tassa di soggiorno. Odioso balzello che gli italiani hanno iniziato a odiare da quando è stato introdotto.

Vero che l’imposta di soggiorno per i turisti che soggiornano negli hotel, nei bed & breakfast e in tutte le strutture ricettive non incide molto, ma trattandosi di un’altra tassa, in aggiunta a quelle che ogni giorno si pagano, è diventata fastidiosa.

La tassa di soggiorno resta

Sospendere l’applicazione della tassa di soggiorno per i Comuni significherebbe minori entrate a fine anno, ma darebbe quel segnale incoraggiante che turisti e vacanzieri si attendono per ripartire verso mari, monti e laghi dopo il lockdown. Il taglio di un’imposta o la riduzione di tasse è sempre ben accolta dai contribuenti, molto di più del bonus vacanze che sembra creare più problemi che vantaggi e sconti reali. Vero che il bonus vacanze vale di più in termini economici, ma a livello di immagine la cancellazione della tassa di soggiorno riserva maggiore attrazione. Molti Comuni italiani che vivono principalmente di turismo ci hanno pensato, ma alla fine hanno deciso per lasciarla riservando alle strutture alberghiere la facoltà di effettuare sconti equivalenti o di rimborsare per conto dei turisti l’imposta. Le casse comunali, del resto, languono e maggior ragione in questo periodo post lockdown.

Coldiretti, 10 milioni di turisti in meno in Italia a giugno

Ci saranno in ogni caso meno introiti per i Comuni e i bilanci ne risentiranno comunque a fine anno. In Italia si contano 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti per il mese che inaugura stagione estiva le stime fortemente negative anche secondo Federalberghi.

Anche le previsioni non sono positive con quasi un italiano su 4 (-23%) che rispetto allo scorso anno ha rinunciato a prendere le ferie a luglio per le incertezze, le preoccupazioni e le difficoltà economiche generate dal coronavirus che hanno quasi azzerato anche gli arrivi della gran parte dei turisti stranieri che scelgono questo mese per pernottare lungo la Penisola.

In calo i turisti stranieri

Completamente bloccati gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa. Una assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che sono i turisti fuori dai confini europei i più affezionati all’Italia ma che non sono rientrati nell’elenco dei paesi extracomunitari ammessi all’ingresso dal 1° luglio. “Per quanto riguarda i turisti italiani, l’Italia è di gran lunga la destinazione preferita che – continua la Coldiretti – è scelta come meta dal 93% rispetto all’86% dello scorso anno. La novità di quest’estate sta anche nel fatto 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all’interno della propria regione di residenza. Se la spiaggia – conclude Coldiretti – resta la meta preferita, cresce il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni turistiche più battute, mentre crollano le presenze nelle città”.

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