Turismo: crisi senza precedenti fra vaccini e restrizioni

Fatica a ripartire il turismo estivo in Italia. Prevale incertezza e paura. Per l’occupazione la crisi vale il 37% in meno di posti di lavoro.

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Il turismo italiano è in profonda crisi. E’ il settore economico più colpito dalla pandemia e contribuisce al 13% del Pil nazionale. Anche l’occupazione è al tappeto e fatica a ripartire.

Le lunghe restrizioni imposte dal governo e la paura di subire il contagio nei luoghi di villeggiatura sono i due fattori che stanno alla base della crisi del turismo. A poco o nulla valgono gli impulsi dati dal bonus vacanze per sostenere la ripresa.

Turismo in crisi, stagione estiva compromessa

Inutile sperare in un recupero del turismo estivo – commentano gli albergatori – perché la paura è troppa. I turisti italiani rinunceranno quest’anno, più che nel 2020, alla vacanza al mare o in montagna. Mentre dall’estero non arrivano ancora prenotazioni.

La rimozione quasi totale delle restrizioni a partire da giugno aiuterà, ma non più di tanto. Anche le regole sul coprifuoco (abolito dal 21 giugno) hanno causato più danni che benefici nell’immaginario collettivo. La gente ha paura di spostarsi e sa che il virus è ancora in circolazione.

Non solo, la campagna vaccinale, benché proceda a ritmi sostenuti, non è ancora in grado di assicurare la totale immunità della popolazione. Al punto che bisognerà ancora osservare le regole sul distanziamento e sulle mascherine anche in vacanza. In questo contesto è difficile immaginare una piena ripartenza del turismo estivo, soprattutto nelle città d’arte.

Occupazione in ginocchio

A patirne le conseguenze più di tutti è l’occupazione. Il turismo soffre una crisi senza precedenti per il calo delle presenze che, secondo Ferealberghi, è pari a un crollo del 37,3% di occupati. Con punte del 45% per quanto concerne i rapporti di lavoro a tempo determinato.

Nel complesso, 200 mila posizioni di lavoro stagionale e 150 mila a tempo indeterminato sono state letteralmente polverizzate.

Come afferma presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani:

i negativi dati sull’andamento dell’occupazione nel turismo confermano l’ampiezza e la gravità dell’emergenza economica generata dalla pandemia. Tutte le imprese del turismo, a cominciare dai pubblici esercizi, hanno subito una drastica riduzione di occupati, che si traduce in mancanza di reddito per centinaia di migliaia di famiglie e in una pericolosa dispersione di qualificate competenze costruite faticosamente negli anni“.

Un bollino europeo per gli alberghi

Cosa fare per rassicurare gli animi? Secondo le associazioni di occorre anzitutto mettere le imprese nelle condizioni di lavorare, riaprendo senza più alcuna restrizione e continuare con le misure di sostegno per accompagnarle nell’uscita dalla crisi, perché i prossimi mesi non saranno facili.

Serve poi dare più sicurezza al comparto del turismo. Allo scopo è stato implementato a livello europeo un protocollo per assegnare il “bollino” per il turismo sicuro. Gli Stati membri potranno attribuire il nuovo marchio di sicurezza alle strutture turistiche che rispettano il protocollo sulla salute e la sicurezza.

Questa iniziativa dovrebbe contribuire a facilitare la ripresa del turismo in tempo per la stagione estiva. Un marchio di riconoscimento che gli albergatori si apprestano a esporre e a pubblicizzare sia sui siti internet che tramite le agenzie viaggio.

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