Turismo: a Ferragosto previsti 5,8 milioni di arrivi, in aumento gli incassi da tassa di soggiorno

Nei dieci giorni a cavallo di ferragosto si prevedono 5,8 milioni di arrivi con 27 milioni di presenze. In crescita anche gli incassi dalla tassa di soggiorno.

di , pubblicato il
Nei dieci giorni a cavallo di ferragosto si prevedono 5,8 milioni di arrivi con 27 milioni di presenze. In crescita anche gli incassi dalla tassa di soggiorno.

In aumento i turisti in Italia. Ad agosto, grazie anche alle previsioni meteo favorevoli e ai prezzi stabili delle strutture alberghiere e ricetti zie, sono in crescita la prenotazioni nelle città d’arte e nelle località balneari. Come sempre, la destinazione preferita è il mare, da Nord a Sud, ma i turisti, soprattutto stranieri, non disdegnano nemmeno le località lacustri e montane.

E’ quanto prevede un’indagine condotta da Cna Turismo e Commercio tra le imprese del settore aderenti alla Confederazione. L’aumento degli arrivi, rispetto al 2018, sarebbe di circa 150.000 unità, pari al 2,1%. L’incremento delle presenze, circa 360.000, si fermerebbe all’1,7%. Tra i turisti stranieri crescono sensibilmente quanti provengono da Cina, Francia, Giappone, Russia, Spagna e Stati Uniti d’America.

Turisti in crescita del 2,5% 

Nel paragone con il 2018, la crescita negli arrivi di turisti italiani (2,5%) è più sensibile dell’aumento degli arrivi di stranieri (1%). La situazione, però, si inverte sul fronte delle presenze. Su base annua l’incremento delle presenze di turisti stranieri viaggia a un ritmo quasi triplo della crescita di presenze italiane: +1,6% contro +0,6%.

La vacanza al mare

La vacanza al mare rimane la preferita dai turisti italiani. Al contrario, i vacanzieri che provengono da oltre confine sono attratti maggiormente dalle nostre città d’arte. Crescono, sia pure in misura minore, gli arrivi e le presenze nelle località montane, lacustri, termali e collinari. Il turista balneare è quello che si regala la vacanza mediamente più lunga: quasi sette pernottamenti pro capite. La media di tutti i pernottamenti si è elevata, arrivando a 4,6 notti dormite fuori casa per turista. A trainarla i soggiorni nel settore extra-alberghiero che sono decisamente più lunghi di quelli delle altre opzioni: 6,3 notti a turista con un picco di 6,7 notti pro capite per gli italiani e 5,8 notti per gli stranieri.

 La tassa di soggiorno

Secondo le stime più aggiornate, aumenterà anche il gettito fiscale legato alla tassa di soggiorno. Con l’arrivo delle ferie, infatti, i vacanzieri nazionali ed internazionali contribuiranno a rimpinguare le casse dei comuni con la tassa di soggiorno e di sbarco applicata da più di 1.000 comuni italiani.

Si tratta di un’imposta facoltativa di carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive situate in località turistiche o città d’arte, Nel 2018, sono stati incassati complessivamente dai comuni che l’hanno applicata ben 538 milioni, ma quest’anno – secondo le stime più attendibili – si supererà la soglia dei 600 milioni con Roma che da sola contribuisce per il 22% degli incassi, subito seguita da Firenze e Venezia. Più basse, invece, le tariffe nei comuni del litorale adriatico dove la concorrenza si fa sentire, oltre che sulle tariffe alberghiere e delle spiagge, anche sulle tasse di soggiorno.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,

I commenti sono chiusi.