Truffa telefonica: è reato attivare servizi a pagamento non richiesti

È reato attivare servizi non richiesti, la Cassazione condanna un operatore di una società di telefonia per truffa telefonica.

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È reato attivare servizi non richiesti, la Cassazione condanna un operatore di una società di telefonia per truffa telefonica.

E’ la truffa telefonica del momento, molti i casi denunciati e molte le persone truffate, che ad un semplice “SI” si sono trovati a pagare servizi mai richiesi. Finalmente a fermare tutto ciò interviene la Corte di Cassazione che con una recente sentenza, stabilisce che è reato applicare servizi a pagamento non richiesti.

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Truffa telefonica: la sentenza

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 42515/2017 del 18 settembre, condanna il comportamento dell’operatore telefonico che ha attivato  un servizio a pagamento mai richiesto dal cliente.
L’operatore è stato condannato con il reato di truffa, a niente è servito il ricorso, giudicato dalla Corte d’appello inammissibile.

La Querela

La Cassazione, nella sentenza, stabilisce come la querela deve ritenersi produttiva di effetti nei confronti di coloro che siano risultati gli effettivi responsabili del crimine.

La Querela è la dichiarazione con la quale, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, la persona offesa dal reato o il suo legale rappresentante chiede espressamente che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato (ossia fa richiesta di punizione) per il quale non debba procedersi d’ufficio o dietro richiesta o istanza. La querela contiene l’informazione sul fatto reato subito. Per maggiori informazioni leggi l’articolo: Querela, come si redige e quando va fatta, il modello

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