Come trovare lavoro con una partita di calcetto: la “lezione” di Poletti ai giovani

Trovare lavoro giocando a calcetto: ecco cosa intendeva dire Poletti e le ragioni delle polemiche

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Trovare lavoro giocando a calcetto: ecco cosa intendeva dire Poletti e le ragioni delle polemiche

Un tempo c’era il curriculum, oggi trovare lavoro è più facile giocando a calcetto. Una frase che ha suscitato parecchie polemiche, soprattutto perché arriva dal ministro del Lavoro. Spieghiamola e commentiamola insieme.

Giocate a calcetto se volete trovare lavoro: le parole di Poletti ai giovani

Poletti è stato invitato nei giorni scorsi a parlare agli studenti dell’istituto Manfredi Tanari di Bologna.

Il ministro, partendo dalla premessa che “il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia” ha concluso “per questo lo si trova più giocando a calcetto che mandando in giro curriculum”. Immediate le reazioni dell’opposizione: Salvini ha definito il ministro “sciagurato” e ha invocato le dimissioni “si vergogni”. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno condannato le sue parole, “un calcio in faccia ai molti giovani disoccupati” e sull’ipotesi di dimissioni di Poletti affermano “ormai è da cartellino rosso”, facendo riferimento ad altre recenti gaffe in pubblico per la scelta di parole poco appropriate o potenzialmente a rischio di essere fraintese (l’ultima, in ordine cronologico, l’invito a molti giovani trasferitisi all’estero per lavoro, di restarci “meglio non averli tra i piedi”).

Poletti ha risposto parlando di strumentalizzazione delle sue parole e chiarisce “non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola”.

E’ vero che il curriculum non serve più?

 

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