Trovare lavoro: italiani fra i più pessimisti al mondo nella ricerca del posto

Secondo un sondaggio di Linkedin in 22 Paesi, gli italiani sono i più pessimisti al mondo nella ricerca di lavoro. Tutte le ragioni del malcontento.

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Secondo un sondaggio di Linkedin in 22 Paesi, gli italiani sono i più pessimisti al mondo nella ricerca di lavoro. Tutte le ragioni del malcontento.

Trovare lavoro in Italia è impresa biblica. Lo si vede tutti i giorni e le opportunità offerte dalle aziende spesso vengono disattese dalla maggior parte dei lavoratori. Mancano figure professionali tecniche, scientifiche, laureati – si dice – in grado di soddisfare le richieste quotidiane. Ma è davvero così?

Non proprio, perché – dati alla mano – ci sono tante figure professionali specializzate che mal si adattano alle offerte dei datori di lavoro.

Oltretutto i contratti sono spesso precari e mal retribuiti, al punto che anche le figure a più alta specializzazione preferiscono attendere tempi migliori o puntare al posto fisso nella pubblica amministrazione, con scarse possibilità di gratificazione e carriera. Per non parlare di chi decide addirittura di migrare all’estero.

Perché in Italia non si trova lavoro

Così l’Italia ha un problema che non c’è in altri Paesi europei, tant’è che molti giovani, dopo il diploma o la laurea se ne vanno via, in altri Paesi, a cercare lavoro e non tornano più in Italia (fuga dei cervelli) e lo Stato deve correre ai ripari con incentivi fiscali vertiginosi per tentare di riportarli in patria. Il male di fondo – osserva Giovanna Fullin, docente di sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università Bicocca di Milano – è che le imprese italiane sono sottodimensionate e inadatte a sfruttare il potenziale dell’offerta di lavoro, soprattutto fra neolaureati e candidati giovani. “In Italia scontiamo una struttura produttiva e una domanda di lavoro poco qualificata, a fronte di un’offerta di lavoro molto qualificata”. Ecco perché domanda e offerta non si incontrano. Se poi ci si aggiunge il basso livello degli stipendi offerti rispetto a Francia, Germania, Olanda o Regno Unito, il quadro si completa da solo.

Italiani più pessimisti al mondo per ricerca lavoro

Ne consegue che il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è al 35%, fra i più alti d’Europa che determina un pessimismo da record mondiale a trovare lavoro. Secondo una ricerca condotta da Linkedin, il noto sito internet sociale attivo nella ricerca di lavoro, l’Italia si piazza all’ultimo posto al mondo per opportunità di accesso al mercato del lavoro.

Il risultato è stato reso noto dall’Opporunity Index 2020 di Linkedin che definisce come le persone percepiscono le opportunità e, soprattutto, le barriere che impediscono loro di raggiungere i propri obiettivi sul lavoro e nella vita. L’indagine è stata condotta su 30.000 adulti fra i 18 e 65 anni in 22 Paesi del mondo (i più sviluppati) e ha rilevato come l’Italia si collochi all’ultimo posto per disponibilità e opportunità sul mercato del lavoro e al penultimo posto per fiducia nel successo.

Le preoccupazioni maggiori

Secondo i ricercatori, le persone in cerca di lavoro vogliono trovare opportunità che permettano loro di perseguire le proprie passioni, trovare un equilibrio tra vita professionale e privata e poter contare su un certo gradi di sicurezza. Fattori che possono venire meno per mancanza di risorse finanziarie, ma anche per l’invecchiamento demografico o le difficili condizioni del mercato del lavoro per mancanza di adeguate risposte all’offerta. Ostacoli che in Italia appaiono più evidenti che altrove. Anche nel nostro Paese – dice Linkedin – la più grande urgenza è un lavoro stabile e sicuro, che garantisca equilibrio tra vita professionale e privata. Per questo, oggi come oggi, nel bel mezzo dell’era dei lavori atipici, saltuari e precari, si vedono folle oceaniche partecipare a concorsi pubblici per pochi posti statali, anche se il titolo di studio o la qualifica richiesta sono inferiori.

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