Tredicesima 2014: lavoratori domestici, impiegati, docenti. Ecco chi la riceve

Ecco chi sono i lavoratori dipendenti che ricevono in busta paga la tredicesima mensilità 2014, la cosiddetta gratifica natalizia

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Ecco chi sono i lavoratori dipendenti che ricevono in busta paga la tredicesima mensilità 2014, la cosiddetta gratifica natalizia

Pensionati e  lavoratori dipendenti ma non tutti, ecco chi sono i soggetti che ricevono la tredicesima mensilità a dicembre e chi è escluso.

 Tredicesima mensilità: cos’è

La tredicesima mensilità, denominata anche “gratifica natalizia”, era in origine un’elargizione volontaria senza alcun vincolo di obbligatorietà che il datore di lavoro riconosceva ai propri dipendenti  in occasione delle festività natalizie.

 Viene liquidata nel mese di dicembre di ogni anno, utilizzando la retribuzione in vigore in quel momento ed è riferita a 12 mesi. I periodi di assenza dal lavoro che producono comunque la maturazione del diritto a ricevere la tredicesima sono:

  1. congedo di maternità e paternità
  2. congedo matrimoniale
  3.  infortuni sul lavoro e malattia professionale
  4. Donazione sangue
  5. riposi giornalieri per allattamento
  6. cassa integrazione guadagni
  7.  assenze dovute a ferie, festività, ex festività  e permessi retribuiti.

 Tredicesima pensionati 2014

Per i pensionati è previsto un importo aggiuntivo di 154,94 euro come ha previsto l’Inps con il messaggio n. 8658 del 11 novembre 2014.I pensionati che ricevono 155 euro circa in aggiunta per il 2014 sono tutti, tranne le pensioni eliminate,  supplementari, quelle  detassate, quelle pensioni con importo mensile di dicembre 2013 uguale a zero.

 Tredicesima lavoratori domestici, operai, impiegati, docenti

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti a riceverla sono in particolare – lavoratore domestico: la 13esima mensilità corrisponde ad un dodicesimo dell’intera retribuzione annua, che i datori di lavoro devono pagare ai loro collaboratori familiari entro il mese di dicembre, in occasione delle festività natalizie. La tredicesima matura anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro e maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti. Se il lavoratore domestico presta servizio per più famiglie ogni datore di lavoro è tenuto ad effettuare il calcolo della quota di tredicesima sulla base della retribuzione oraria corrisposta. – Impiegati: si calcola con riferimento ai giorni di lavoro ed è pari al normale stipendio mensile. – Operai: si calcola con riferimento alle ore di lavoro. Per coloro che sono pagati a mese, è pari al normale stipendio percepito. Mentre per quelli pagati a settimana (o ogni quindici giorni) la tredicesima è pari allo stipendio previsto per le ore di lavoro indicate nel contratto di assunzione. –  docenti:  la tredicesima mensilità in tal caso è dovuta quando si lavora in maniera continuativa dal 1 gennaio in cui si è stato sottoscritto il contratto.

In caso contrario, per esempio cessazione del rapporto di lavoro o aver svolto la mansione per un periodo inferiore, si calcola la tredicesima in base alla divisione per dodici mensilità per ogni frazione di mese superiore almeno a quindici giorni.

 Tredicesima: gli esclusi

La tredicesima spetta a tutti i lavoratori con contratto subordinato, quindi anche a coloro che sono titolari di contratto a tempo determinato, ma alcuni periodi sono esclusi dal diritto a ricevere la 13esima mensilità come:

  • congedi parentali e per la malattia del bambino
  • periodi di aspettativa per i lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o ricoprire cariche sindacali, provinciali e nazionali
  • permessi non retribuiti
  • assenze ingiustificate
  • assenze per sciopero.

La tredicesima non spetta ai lavoratori con contratti a progetto e in genere a tutti quelli che non hanno un contratto che ha come riferimento i CCNL.  

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