Trasferimento lavoro con legge 104 per assistere il figlio con handicap grave, quando è possibile?

Trasferimento posto di lavoro vicino casa per assistere il figlio con disabilità grave (legge 104 art. 3 comma 3), quando è possibile?

di Angelina Tortora, pubblicato il
Trasferimento e categorie protette legge 104

Trasferimento lavoro con legge 104, il quesito di un nostro lettore:

Sono il papa’ di un bimbo di 4 anni affetto da Emofilia B grave, ad oggi usufruisco della L. 104 per i 3 gg di permessi mensili. Ad oggi ancora non capisco se posso o meno usufruire della stessa per avere un avvicinamento del posto di lavoro più vicino casa, io lavoro come Guardia Giurata per una azienda di Vigilanza Privata. Certo di una sua risposta le porgo distinti saluti.

Analizziamo quando è possibile chiedere il trasferimento del posto di lavoro per assistere il familiare con handicap grave (legge 104 art. 3 comma 3).

Trasferimento lavoro con legge 104

Possono chiedere il trasferimento della sede più vicina sia i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che assistono una persona con handicap in situazione di gravità.

L’articolo 33 della legge 104/1992, al comma 5, stabilisce che “il lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità ha il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

Nello specifico possono assistere il coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Diritto di trasferimento e verifica di compatibilità

La Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 28 del 1993 precisa che la locuzione “ove possibile“, in merito al diritto di scelta della sede di lavoro, è da intendersi nel senso che il datore di lavoro può frapporre un rifiuto solo per motivate esigenze di organizzazione aziendale.

Il diritto di non essere trasferito senza esplicito consenso ad altra sede costituisce, invece, un diritto incondizionato, nel senso che non è soggetto a verifica di compatibilità con le esigenze organizzative e produttive dell’impresa.

In risposta al nostro lettore, lei può fare richiesta del trasferimento alla sede più vicina a casa, con legge 104 art. 3 comma 3 per assistere suo figlio.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, News lavoro, Legge 104