Trading: quanto incassa il fisco dalle rendite finanziarie

Entrate tributarie da rendite finanziarie in aumento grazie al recupero delle borse. Cresce il risparmio degli italiani e anche le imposte.

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Il buon recupero dei mercati finanziari dallo scoppio della pandemia ha messo le ali anche al fisco. Sulle attività da trading e sulle rendite finanziarie, infatti, gravano diverse imposte che, a vario titolo, colpiscono investitori e risparmiatori.

Nei primi cinque mesi dell’anno – scrive il Mef – le entrate tributarie erariali sono ammontate a 169,667 miliardi di euro. Segnano un incremento di 19,936 miliardi, il 13,3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma è dalla voce tasse da rendite finanziarie che si registra il maggior incremento percentuale.

Tasse di borsa in aumento

Le imposte sul risparmio e gli investimenti hanno subito un netto incremento. Cioè, in volume, le tasse sulle così dette rendite finanziarie, che in Italia rappresentano una consistente voce del bilancio del Tesoro.

Da gennaio a maggio 2021 l’incremento dell’imposta sostitutiva sui guadagni di borsa nonché delle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale è stata di 346 milioni di euro (+8,9%). Ma è dai prelievi sugli utili societari che si registra l’incremento maggiore: 337 milioni di euro corrispondente a +57,3%

Vi è poi l’aumento del gettito derivante dalla Tobin Tax (+18%) e dall’imposta di bollo sui conti correnti (+7%) e di deposito titoli (+15%) in conseguenza dell’incremento degli scambi di borsa e delle giacenze nei depositi bancari. Durante i lockdown la popolazione italiana ha risparmiato molto.

Rendite finanziarie e riforma del fisco

Proprio sul tema rendite finanziarie, il governo intende porre sotto revisione l’aliquota del prelievo fiscale. Attualmente essa è pari al 26% per tutti i tipi di interesse e per i guadagni di borsa (capital gain). Fanno eccezione solo i titoli di stato e strumenti finanziari equiparati peri quali l’imposta è pari al 12,50%.

Il governo Draghi vorrebbe abbassare l’aliquota al 23% per armonizzarla a livello europeo alzando, però, al contempo quella prevista per i titoli di Stato. Tutto, insomma, al 23%. Così anche per fondi pensione, e polizze assicurative.

Non più, dunque, due aliquote di tassazione, ma uno soltanto. Allo stesso tempo ci sarebbe anche l’intenzione di mandare in soffitta la Tobin Tax che ha solo frenato gli investimenti in borsa. Da quando è stata introdotta nel nostro ordinamento fiscale ha prodotto un gettino di tre volte inferiore ai due miliardi di euro inizialmente preventivati.

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