Tracciabilità voucher: obbligo di comunicare durata della prestazione

Arriva la stretta sull'utilizzo dei voucher lavoro: ecco cosa cambia.

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Arriva la stretta sull'utilizzo dei voucher lavoro: ecco cosa cambia.

Arriva finalmente la tanto annunciata stretta sull’utilizzo dei buoni lavoro. I voucher utilizzati per retribuire il lavoro accessorio hanno ora l’obbligo, per il committente, di comunicare la durata della prestazione e non solo.

Il committente ha l’obbligo di comunicare all’ispettorato del lavoro oltre ai dati anagrafici del lavoratore anche il luogo di lavoro e l’ora di inizio e di fine della prestazione lavorativa.

In questo modo si vuol limitare l’utilizzo dei voucher lavoro anche per retribuire quelle specifiche arrività che occasionali non sono.

Voucher: quando vanno utilizzati

I voucher, o buoni lavoro, vanno utilizzati dai datori di lavoro per retribuire piccole prestazione di lavoro da parte di soggetti non dipendenti con il vantaggio di poter comprare il carnet di buoni dal rivenditori autorizzato, attivare il voucher e consegnarlo al lavoratore che provvederà ad incassare la somma percepita subendo, però, una trattenuta del 25% utile a finanziare la contribuzione e l’assicurazione contro gli infortuni.

Ogni lavoratore, però, ha dei limiti sui redditi che può ricavare annualmente dai voucher lavoro: 2020 euro per ogni committente e non più di 7000 euro totali tra i diversi committenti. Se si rimane all’interno di tali limiti il rapporto di lavoro risulta legittimo e non può subire contestazioni.

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