Torna la Fornero dal 2022? Ecco la lettera dell’ex ministra che spiega perché è ora di dire addio alle pensioni a quote

Elsa Fornero spiega in una lettera aperta perché è necessario dire addio alle pensioni anticipate. Il dramma dei giovani.

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Elsa Fornero spiega in una lettera aperta perché è necessario dire addio alle pensioni anticipate. Il dramma dei giovani.

Fra governo e sindacati si è consumata una prima rottura su una riforma pensioni che tende alla Fornero. Il governo è entrato a gamba tesa su quella che dovrebbe essere una riforma ad ampio spettro di matrice parlamentare.

In pratica, il premier Draghi propone, nella legge di bilancio, un riavvicinamento graduale al pensionamento ordinario previsto dalla riforma Fornero (in pensione a 67 anni). Come? Passando attraverso un sistema di scalini (quote) che prevede il graduale innalzamento dell’età pensionabile.

La Fornero dietro l’angolo

Si eviterebbe lo scalone con quota 100 (che termina il 31 dicembre) ma si metterebbe in piedi un sistema di scalini che passa da quota 102 a quota 104 nel giro di tre anni. L’età anagrafica pensionabile salirebbe così a 64 anni nel 2022 per tornare a 67 nel 2026, come prevede la Fornero.

A spiegarlo apertamente è la stesa ex ministra Elsa Fornero che firmò la riforma pensioni che porta il suo nome nel 2011 con l’allora governo Monti. Riforma che fu votata dai partiti in Parlamento, dal Forza Italia, ai centristi per finire al Pd. Ad eccezione della Lega.

Secondo Fornero, è necessario interrompere il sistema delle pensioni anticipate per rendere più sostenibile la spesa pensionistica nel tempo. La sua previsione, al tempo della riforma del 2011, era basata su un tasso di crescita economica costante e duraturo del Paese.

Basta con le pensioni anticipate

Prospettive disattese dai fatti e dai numeri. Poi ci si è messa di mezzo anche la pandemia nel 2020 e ora sembra più difficile, non solo garantire un sistema di pensioni anticipate, ma anche la stesa riforma del 2011.

C’è poi il problema demografico. L’Italia si sta impoverendo di giovani, cioè coloro che con il loro lavoro dovranno mantenere le pensioni di oggi.

I nati negli anni 50 hanno contribuito a una crescita economica sostenuta e al benessere del Paese. Poi, sottolinea Fornero:

la tendenza si è indebolita e oggi risulta addirittura invertita per le generazioni più giovani, spesso costrette a cercare altrove le opportunità che non trovano.

Questo impoverimento sociale non può non avere ripercussioni sul sistema pensionistico. Per garantire le pensioni presenti e future è necessario contenerne l’impatto economico. Tradotto, bisogna tagliare le pensioni, quelle anticipate rispetto ai 67 anni di età previsti dalla riforma.

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