Tobin Tax sempre peggio: in Spagna le entrate fiscali crollano del 90%

Sempre più investitori evitano di investire dove ci sono tasse. Lo dimostrano i dati spagnoli sulla Tobin Tax, ma in Italia le cose non vanno meglio.

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La Tobin Tax non funziona e deprime gli investimenti in borsa. Lo confermano i dati che vedono un netto deterioramento delle entrate fiscali in tutti i Paesi europei dove è applicata questa insensata imposta.

La Tobin Tax, detta anche FTT (Financial Transaction Tax), colpisce tutte le transazioni finanziarie, a eccezione di alcune tipologie di titoli e azioni a bassa capitalizzazione. Da anni ci si chiede se vale ancora la pena tenerla in piedi, visto che alcuni Paesi come europei come la Germania non la adottano.

In Spagna raccolti solo 26 milioni

Il dato che sorprende è quello spagnolo. In dieci mesi sono stati raccolti dal fisco, attraverso la Tobin Tax, appena 26 milioni di euro contro previsioni superiori a 370 milioni. Meno 90%. Segno evidente che gli investitori hanno deciso di voltare le spalle alla borsa di Madrid.

Pagare lo 0,2% di tasse per acquistare strumenti finanziari (azioni e altro) quotati comincia a diventare fastidioso in tempi di rincaro di prezzi e inflazione galoppante.

Così il governo spagnolo sta pensando di abolirla o di ridurla per tornare ad attrarre gli investitori.

Ma le cose non vanno bene nemmeno in Francia con la Tobin Tax dove si paga l’aliquota più cara d’Europa. Dal primo gennaio 2017, vale 0,30%. Anche qui, pur non avendo ancora a disposizione dati ufficiali, pare che la raccolta del fisco sulle transazioni finanziarie si concluderà con un disastro quest’anno.

E da noi come vanno le cose? Benché in Italia si paghi meno (0,10%) l’imposta colpisce più titoli. A differenza dalla Francia, ad esempio, l’imposta colpisce tutte le società quotate con sede in Italia e capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro. Pertanto sono più numerosi i titoli azionari soggetti a Tobin Tax rispetto ai cugini d’oltralpe.

Il fallimento della Tobin Tax

I dati ufficiali non sono ancora disponibili, ma – secondo indiscrezioni provenienti dalle banche che raccolgono le imposte per conto dello Stato – i volumi quest’anno si sarebbero ridotti ulteriormente rispetto al 2021.

Si stima un crollo del 60-70% rispetto al gettito di circa 600 milioni di euro riferito allo scorso anno. Quindi stiamo parlando di una cifra che potrebbe sfiorare i 180 milioni di euro. Una vera e propria débàcle se si pensa che inizialmente il legislatore quando introdusse la Tobin Tax, ai tempi del governo Monti (2012), pensava di raccogliere fra 1,5 e 2 miliardi di euro all’anno.

Ebbene, cosa rimane di questa scellerata idea? Che gli investitori vanno laddove non si pagano imposte (Germania, Olanda, Inghilterra) snobbando quindi i mercati borsistici tradizionali. Anziché incentivare e attrarre capitali, sembra che si faccia di tutto per farli scappare.

Una cosa assurda. Perché si incentiva la fuga di capitali verso l’estero. Come dimostrano i dati spagnoli e come dimostrerebbero quelli italiani se solo fossero resi ufficialmente noti, anziché tenuti nascosti.

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