Tfs e Tfr a rate, ecco le novità 2014 per il pagamento

Come cambia il pagamento a rate delle indennità di tfr e tfs per i dipendenti pubblici? Ecco la circolare INPS

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Come cambia il pagamento a rate delle indennità di tfr e tfs per i dipendenti pubblici? Ecco la circolare INPS

Con la circolare numero 73 del 5/6/2014, l’Inps ha fatto chiarimento in materia di nuove disposizioni in merito a Tfs (Trattamento di Fine Servizio) e Tfr (Trattamento di Fine Rapporto) e all’opzione di pagamenti rateali per i dipendenti che cessano dal servizio a partire dal 1° gennaio 2014. Il riferimento è alle nuove regole sul tema introdotte dall’art. 1, commi 484 e 485, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (cd legge di stabilità 2014).

Tfs e Tfr, nuove disposizioni:pagamento a rate

L’art. 1, commi 484 e 485 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014), ha esteso la possibilità di pagamento rateale dei Tfs e dei Tfr anche ai dipendenti pubblici e a tutti i lavoratori iscritti alle gestioni delle indennità di fine lavoro dell’Istituto (ex Enpas ed ex Inadel)  anche per le prestazioni di importo lordo totale superiore a 50.000 euro. Lo stesso articolo ha inoltre innalzato a 12 mesi il termine di pagamento delle prestazioni sopra citate ed erogate con riferimento a cessazioni dal servizio sopraggiunte per il raggiungimento del limite di età o di servizio (sempre per cessazioni che intervengono dal 1° gennaio 2014).

Pagamento TFR e TFS a rate: le novità 2014

Per i dipendenti che maturano i requisiti per il pensionamento a partire dal 1° gennaio 2014 i trattamenti di fine servizio e fine rapporto vengono corrisposti in un’unica soluzione solo se  di importo pari o inferiore a 50.000 euro (al lordo delle relative trattenute fiscali); Per importi compresi tra 50.000 euro 100.000 sono invece previste due rate (50.000 la prima e la parte eccedente la seconda). Se si supera anche la soglia massima di cui sopra si aggiunge una terza rata annuale. Per i dipendenti che cessano dal servizio avendo conseguito i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2013, resta ferma invece la disciplina  di cui al comma 7 dell’art.

12 del decreto legge n. 78/2010 illustrata nella circolare Inpdap n. 17 dell’8 ottobre 2010. Per costoro quindi le soglie per le indennità di fine servizio e di fine rapporto da corrispondere in un unico importo o in due o tre rate annuali sono, rispettivamente, 90.000 euro e 150.000 euro

Termine: 12 o 24 mesi, quando si applicano

Come sopra accennato, il termine per la liquidazione e la messa in pagamento viene fissato a 12 mesi quando la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta per il raggiungimento dei limiti di età o del  termine finale fissato nel relativo contratto di lavoro; Resta fermo invece il termine di 24 mesi per tutte le altre cause di cessazione (in particolare dimissioni volontarie, con o senza diritto a pensione anticipata, e recesso da parte del datore di lavoro ovvero licenziamento, destituzione dall’impiego etc.). Scaduto il termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (nel complesso pari a 27 mesi) sono dovuti gli interessi.

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