Tfr: l’Inps nega la trasferibilità delle quote già versate al Fondo Tesoreria

Con un recente comunicato, l’Inps dichiara la non trasferibilità delle quote Tfr versate al Fondo Tesoreria.

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Con un recente comunicato, l’Inps dichiara la non trasferibilità delle quote Tfr versate al Fondo Tesoreria.

Con il messaggio n. 413 del 4 febbraio 2020, avente ad oggetto: “Fondo di Tesoreria. Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile. Chiarimenti in ordine alla portabilità delle quote di TFR accantonate ad altro Fondo di previdenza complementare scelto dal lavoratore” l’Inps fornisce importanti novità circa la possibilità di trasferimento delle somme dal “Fondo Tesoreria” al “Fondo Previdenza Complementare”. Vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Trasferimento delle somme al Fondo previdenza Complementare: l’Inps nega tale possibilità

Ai sensi dell’articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre 2006, è stato istituito il Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto.

Il Fondo, costituito presso l’INPS, «garantisce ai lavoratori dipendenti del settore privato l’erogazione dei TFR, per la quota corrispondente ai versamenti di cui al comma 756, secondo quanto previsto dal codice civile» ed è configurabile come una gestione di natura previdenziale

Per tale motivo, le quote di TFR versate al suddetto Fondo sono da considerarsi “quote indisponibili”.

Per queste ragioni, l’istituto della portabilità delle quote di TFR pregresse non è applicabile alle quote già accantonate.

Al lavoratore resta sempre la possibilità di revocare la propria scelta in qualsiasi momento, destinando le quote di TFR alla previdenza integrativa, ma, tale scelta non è retroattiva. In altre parole, il cambio di destinazione è valido solamente per le quote future.

 

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