Tetto contanti e POS. L’UE boccia l’Italia, cosa succede ora?

Vedremo, se dopo i rilievi evidenziati dalla Commissione Europea, il Governo deciderà o meno di fare dietrofront su pos e tetto contanti

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Questo matrimonio non s’ha da fare, nè domani nè mai!”. E’ questa la famosa citazione presente nel romanzo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Sembrerebbe essere arrivata a questa conclusione l’Unione Europea circa le novità inserite nella Legge di bilancio che danno ai contribuenti maggiore libertà di utilizzo del denaro contante. Soprattutto per gli esercenti.

Infatti, l’unione Europea ha espresso il proprio parere sul documento programmatico di bilancio 2023. L’attenzione della Commissione UE si è soffermata anche sulle novità che a oggi trovano posto nel testo della Legge di bilancio 2023 ossia l’innalzamento del tetto al contante e l’esonero dall’obbligo di POS per le transazioni di importo fino a 60 euro.

Secondo la Commissione Europea, tali novità non sono in linea con le raccomandazioni fatte nel 2019 a contrasto dell’evasione fiscale.

Vediamo nel complesso quali sono le indicazioni fornite dalla Commissione Europea.

Le novità sul tetto contanti e sull’obbligo di POS

A partire dal 1° gennaio 2023 la soglia di utilizzo del contante sarebbe dovuta scendere a 1.000 euro ( in realtà 999,99).

La Nuova Legge di bilancio 2023, non ancora approvata definitivamente, innalza la soglia di utilizzo del contante a 5.000 euro.

Dunque, nel complesso:

  • fino al 31 dicembre 2022, la soglia sarà pari a euro 1.999,99;
  • dal 1 gennaio 2023 salirà a 4.999,99.

Si ponga attenzione al fatto che, ai fini del rispetto dei limiti di utilizzo del contante, rileva il valore complessivo dell’operazione.

Sull’obbligo di POS, la Legge di bilancio elimina l’obbligo di accettare pagamenti con carta di credito, bancomat e prepagate, per le operazioni di importo fino a 60 euro. In sostanza, le sanzioni scatteranno esclusivamente in caso di mancata accettazione da parte di soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di pagamenti, a mezzo di carta di pagamento (carta di debito, carta di credito e carte prepagate), di importo superiore ad euro 60.

L’ UE boccia l’Italia

Come detto in premessa, l’unione Europea ha espresso il proprio parere sul documento programmatico di bilancio 2023. L’attenzione della Commissione UE si è soffermato anche sulle novità che a oggi trovano posto nel testo della Legge di bilancio 2023 ossia l’innalzamento del tetto al contante e l’esonero dall’obbligo di POS per le transazioni di importo fino a 60 euro.

Questo il parere espresso:

Il 9 luglio 2019 il Consiglio ha segnatamente raccomandato all’Italia di contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, tra l’altro potenziando i pagamenti elettronici obbligatori, anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti, e di attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni nella spesa pubblica. Fra le misure incluse nel documento programmatico di bilancio che non sono in linea con le citate raccomandazioni specifiche per paese si annoverano in particolare le seguenti: i) innalzamento del massimale delle operazioni in contanti dagli attuali 2 000 EUR a 5 000 EUR nel 2023; ii) provvedimento equivalente a un condono fiscale che consente la cancellazione dei debiti fiscali pregressi fino a 1000EUR relativi al periodo 2000-2015; iii) possibilità di rifiutare il pagamento elettronico di importi inferiori a60 EUR senza incorrere in sanzioni; iv) rinnovo nel 2023 dei regimi di accesso anticipato alla pensione in scadenza a fine 2022, con inasprimento dei criteri di età.

Dunque una sonora bocciatura per quanto riguarda non solo le novità sul contante e sul POS ma anche sullo stralcio delle cartelle.

A ogni modo, nel complesso la Manovra 2023 viene ritenuta soddisfacente. Vedremo dopo tali rilievi se il Governo deciderà o meno di fare dietrofront su pos e tetto contanti.

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