Terremoto Emilia: il Governo rinvia le scadenze fiscali

Il Governo dà ossigeno agli emiliani e rinvia i versamenti Irpef, Iva e Imu, nonchè la riscossione di Equitalia al 30 settembre 2012 e nel frattempo recupera risorse dall'aumento delle accise sui carburanti e dal Fondo per le misure di emergenza

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il Governo dà ossigeno agli emiliani e rinvia i versamenti Irpef, Iva e Imu, nonchè la riscossione di Equitalia al 30 settembre 2012 e nel frattempo recupera risorse dall'aumento delle accise sui carburanti e dal Fondo per le misure di emergenza

Il Governo ha rinviato al 30 settembre 2012 i versamenti fiscali per le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia e ha individuato le risorse economiche per affrontare l’emergenza, tra cui l’aumento delle accise sui carburanti.  E’ attesa per oggi infatti la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto a firma del Ministero dell’economia e delle finanze, approvato venerdì scorso, in cui vengono prese misure urgenti, dal punto di vista fiscale, per le popolazioni emiliane recentemente colpite dai disastrosi eventi sismici.  Il Presidente della Regione Emilia Romagna in particolare individuerà i Comuni emiliani del cratere sismico dove gli adempimenti e i versamenti tributari saranno sospesi in via temporanea, proprio in considerazione della grave situazione d’emergenza attuale.

 

Versamenti fiscali: slittano i termini

Due sono le parole d’ordine: differimento scadenze fiscali e reperimento di fondi. Nel primo caso, il Governo tecnico ha deciso per le proroghe dei prossimi versamenti Irpef, e delle relative addizionali, Ires, Irap, Iva. Una proroga dal 20 maggio al 30 settembre 2012 in cui rientra anche la riscossione di tributi affidata ad Equitalia s.p.a. che subisce, per forza di cose, uno stop.

 

Sospensione dell’Imu

Tra i versamenti fiscali che subiscono il congelamento si annovera anche quello riguardante la nuova imposta municipale sugli immobili, l’Imu. La prima scadenza fissata per tutti al 18 giugno, si sposterà, anch’essa al 30 settembre, ma dovrà tenere in considerazione, il fatto che gli edifici e gli immobili su cui pesa l’imposta, sono ora inagibili, distrutti o comunque danneggiati per lo sciame sismico che non dà tregua all’Emilia. Se per legge, gli edifici inagibili o inabitabili godono della detrazione al 50 per cento della base imponibile su cui è calcolata l’imposta, senza dubbio si dovrà intervenire con maggiore concretezza su questa riduzione, auspicandone la competa abolizione, vista la tragicità della situazione.

 

Il reperimento delle risorse economiche

Accanto allo slittamento dei termini riguardanti i versamenti fiscali e tributari, il Governo ha pensato anche al reperimento delle risorse economiche necessarie per affrontare l’emergenza e aiutare la popolazione terremotata. Il reperimento di queste risorse avverrà tramite  tre fattori fondamentali: l’istituzione del Fondo per le misure di emergenza, l’aumento delle accise sui carburanti e la deroga al Patto di stabilità.

 

Fondo per le misure d’emergenza

Nel primo caso l’idea del Governo è quella di destinare ai Comuni del cratere sismico dei contributi a fondo perduto per ricostruire e riparare le abitazioni danneggiate e per ripristinare quei servizi pubblici necessari in una città, come ospedali e scuole. Si pensa anche ai risarcimenti alle imprese danneggiate e qui gli aiuti dovranno essere concreti e reali, considerando che l’Emilia Romagna è uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese per il settore industriale.

 

Accise sui carburanti

L’aumento delle accise sui carburanti non è certamente una novità: in più occasioni i Governi, succedutisi nel corso del tempo, hanno utilizzato tale aumento per far fronte a diverse situazioni di emergenza, dalla guerra in Abissinia fino al recente conflitto in Libia. Anche stavolta l’aumento di 2 centesimi a litro avrà il merito di garantire le risorse necessarie, e dovrà durare per tutto il 2012 e poi sparire. Almeno così sulla carta, anche se la storia ci ha insegnato ben altro.

 

Patto di Stabilità

Infine la deroga al Patto di Stabilità, comporta che i Comuni colpiti dal terremoto avranno più margini di movimento sui vincoli di finanza pubblica e potranno, entro dei limiti definiti, sostenere le spese per la ricostruzione.

 

Il Fondo di solidarietà europeo

Anche l’Ue sembra mobilitarsi, almeno per ora negli intenti. In visita ieri alle popolazioni terremotate, il Commissario europeo alla Politica regionale, Johannes Hahn ha dichiarato che la Commissione europea interverrà a favore delle zone dell’Emilia colpite dal terremoto con il Fondo di solidarietà. “Posso dire che si tratta di danni intorno ai cinque miliardi di euro” – ha dichiarato  – ” e noi potremmo dare un aiuto nell’ordine di 150-200 milioni. L’Europa sarà a fianco dei terremotati nell’opera di aiuto e di ricostruzione. Il fondo di solidarietà è di un miliardo di euro, da cui potremmo attingere per l’Italia il 2,5% del danno dimostrato”.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Scadenze fiscali