Tax credit affitti anche per gli ordini professionali nazionali e territoriali

Anche i Consigli nazionali e territoriali degli ordini professionali possono richiedere il tax credit affitti per la loro sede istituzionale.

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Anche i Consigli nazionali e territoriali degli ordini professionali possono richiedere il tax credit affitti per la loro sede istituzionale.

Gli ordini professionali possono avvalersi del credito d’imposta per gli affitti pagati durante la pandemia in riferimento alla loro sede istituzionale. A comunicarlo è stato il Consiglio nazionale dei commercialisti con una nota informativa del 16 marzo. Tale nota prende spunto da un recente interpello dell’Agenzia delle entrate, il n° 169, con il quale è stato chiarito che gli enti pubblici possono accedere al credito d’imposta indipendentemente dalla loro natura pubblica o privata.

Il tax credit affitti

Il credito d’imposta per gli affitti pagati per immobili non abitativi durante la pandemia è regolato dall’art.28 del D.L. 34/2020, decreto Crescita. Il bonus è stato più volte oggetto di modifiche.

normative, da ultimo la Legge di bilancio 2021 ha esteso il credito d’imposta fino al 30 aprile 2021 per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator.

L’immobile per il quale si richiede il credito d’imposta deve essere destinato allo svolgimento dell’attivita’ industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attivita’ di lavoro autonomo. Difatti sono esclusi gli affitti abitativi.

Il bonus spetta nella misura del:

  • 60% del canone di locazione, di leasing, concessione di immobili non abitativi;
  • 30% per i contratti a prestazioni complesse o di affitto d’azienda comprensivo almeno di un immobile ad uso non abitativo destinato alle suddette attività.

Per le strutture turistico-ricettive, il credito d’imposta relativo all’affitto d’azienda e’ determinato nella misura del 50 per cento.

Sono agevolati i canoni di locazione pagato in riferimento ai seguenti mesi: marzo, aprile, maggio e giugno. Le strutture turistico ricettive con attivita’ solo stagionale beneficano del bonus per i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

Per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator, il credito d’imposta spetta fino al 30 aprile 2021, a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2021 di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno 2019.

Soggetti beneficiari

Nella circolare, Agenzia delle entrate, n°14/E 2020, l’Agenzia delle entrate ha specificato che possono beneficare del tax credit locazioni:

  • imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa indipendentemente dal regime contabile adottato;
    enti e società indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR;
  • stabili organizzazioni di soggetti non residenti di cui alla lettera d), el comma 1, dell’articolo 73 del TUIR;
  • persone fisiche e delle associazioni di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c), del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del TUIR.

Il bonus spetta indipendentemente dal regime fiscale adottato.

Oltre ai soggetti appena citati, rientrano nella platea dei beneficiari del credito d’imposta:

  • le strutture alberghiere e agrituristiche, prescindendo dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente;
  • gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

I requsiti da rispettare

Detto ciò,  pare utile richiamare i requisiti per accedere al credito d’imposta. Nello specifico,Il credito d’imposta spetta agli esercenti attivita’ d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta in corso nel 2019. Tali soggetti devono aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese agevolato di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.
Attenzione: il requisito del calo di fatturato non deve essere verificato:

  • per i soggetti che hanno iniziato l’attivita’ a partire dal 1° gennaio 2019 nonche’
  • per coloro che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza da COVID-19.

Il tax credit affitti per gli enti non commerciali

Gli enti non commerciali accedono al credito d’imposta relativamente al costo sostenuto per il canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale. Nella sopra citata circolare, la spettanza del credito d’imposta per enti non commerciali è stata estesa anche all’ipotesi in cui l’ente svolga: oltre all’attività istituzionale, anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo.

 

Come da circolare 14/e 2020: il legislatore ha inteso estendere il beneficio in questione a tutti gli enti diversi da quelli che esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa in base ai criteri stabiliti dall’articolo 55 del TUIR (cfr. circolare n. 9/E del 13 aprile 2020). Per l’attività commerciale svolta, nel periodo d’imposta precedente rispetto a quello per il quale spetta il credito d’imposta, non si devono conseguire ricavi di ammontare superiore al limite di 5 milioni di euro.

In pratica, anche gli enti non commerciali possono accedere al credito d’imposta in relazione al pagamento dei canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e destinati allo svolgimento di attività istituzionale, riferiti ai mesi di: marzo, aprile, maggio e giugno 2020.

 

Nella risposta n° 169 del 10 marzo, l’Agenzia delle entrate ha aperto al riconoscimento del credito d’imposta anche in favore di un Ente pubblico conduttore di un immobile a uso non abitativo (A/10) adibito a propria sede istituzionale. Nello specifico, l’Agenzia ammette il bonus anche in tale caso partendo dal presupposto che la normativa di cui al D.L. Rilancio non fa alcuna distinzione tra la natura pubblica o privata dell’ente ammesso al credito d’imposta.

A tal proposito, si veda il nostro approfondimento Tax credit locazioni anche all’ente pubblico non economico.

Tax credit affitti anche per gli ordini professionali

Prendendo spunto dalla risposta n° 169 del 10 marzo, il Consiglio nazionale dei Commercialisti, con l’informativa n° 33 del 16 marzo ha comunicato che anche gli Ordini nazionali e territoriali dei professionisti possono accedere al credito d’imposta sugli affitti pagati durante la pandemia. Nello specifico, per i canoni di locazione versati e relativi ad immobili adibiti a propria sede istituzionale e riferiti ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Dunque anche gli ordini professionali possono beneficiare del Tax credit affitti.

 

A tal proposito valgono le regole riportate nella più volte citata circolare n°14/E 2020:

    1. nel caso in cui l’ente non commerciale svolga, nel medesimo immobile, anche attività commerciale, il credito d’imposta sarà attribuito in relazione al canone di locazione afferente alle due sfere (istituzionale e commerciale) e nel rispetto dei differenti requisiti individuati dalla norma;
    2. relativamente al canone di locazione corrisposto per la sola parte relativa all’attività commerciale, l’ente non commerciale deve verificare di non aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi in misura superiore a 5 milioni di euro e di aver avuto un calo del fatturato o dei corrispettivi del mese di riferimento di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del 2019;
    3. qualora l’ente non commerciale non svolga alcuna attività commerciale nell’immobile utilizzato ai soli fini dell’attività istituzionale, non è richiesta la citata verifica del calo dei flussi reddituali delle attività poste in essere nel mese di riferimento di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del 2019.

Su tale ultimo punto, resta ferma la verifica del non superamento della soglia di 5 milioni di euro.

 

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