Tasse universitarie: aumenti fino al 100% con la spending review

Solo per studenti fuori corso con un reddito familiare superiore a 150mila euro

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Solo per studenti fuori corso con un reddito familiare superiore a 150mila euro
Aumenti fino al 100% delle tasse universitarie per i fuori corso “ricchi”

 La spending review non finisce di stupire e l’ultima “trovata” del Governo Monti riguarda l’aumento delle tasse universitarie per gli studenti universitari fuori corso benestanti, ossia quelli che hanno un certo livello di reddito familiare che parte dai 90mila euro.

Ancora una volta gli studenti universitari sono sotto attacco. Dopo i dati forniti poco tempo fa dal Miur per cui circa la metà delle facoltà sono irregolari e  36 atenei su 61 chiedono tasse universitarie troppo alte ( si veda nostro articoloTasse universitarie troppo alte, metà degli atenei è fuorilegge), e i continui tagli alla scuola pubblica annunciati dai governi succedutisi nella nostra storia legislativa, un’altra mannaia sta per arrivare sugli studenti universitari e in particolar modo per quelli fuori corsi.

 Tasse universitarie

Tra gli emendamenti presentati al testo di legge sulla spending review, è d’obbligo segnalare la notizia per cui la stretta sulla spesa pubblica potrebbe far salire a livelli vertiginosi le tasse universitarie. Si parla di aumenti fino al 100 per cento delle tasse universitarie degli studenti fuoricorso.

 La mannaia della spending review sugli studenti fuori corso

Proprio l’emendamento dei relatori all’articolo 7 del decreto legge sui tagli alla spesa pubblica individua tre scaglioni di aumenti, correlati al reddito familiare. Questi scaglioni si caratterizzeranno come segue:

–          reddito Isee inferiore a 90mila euro: aumento tasse universitarie fino al 25%;

–          reddito Isee compreso tra 90mila e 150mila euro: aumento tasse universitarie fino al 50%;

–          reddito Isee superiore a 150mila euro: aumento tasse universitarie fino al 100%.

A ben vedere gli aumenti sono sì considerevoli ma solo per quelle famiglie di studenti universitari, sempre fuori corso, il cui reddito annuo parte da 90mila euro. Può essere un deterrente per evitare il “parcheggio” dell’università di molti studenti? E in ogni caso il problema rimane sempre lo stesso: dopo il “parcheggio” cosa viene? Tagliare la spesa pubblica appare come un passo necessrio, ma quali misure reali  e concrete per favorire l’occupazione nei fatti?

 In ogni caso, negli emendamenti al testo di legge sulla spending review, gli aumenti alle tasse universitarie, si sottolinea, sono previsti solo per gli studenti fuori corso con un certo reddito familiare. Inoltre la decisione sugli aumenti spetterà alle Università e ci sarà un decreto annuale del Ministero a prevederli, tenendo in considerazione, come criteri base, anche e soprattutto la condizione degli studenti lavoratori che, non certo per loro colpa, si ritrovano ad essere studenti  fuori corso

 Spending review: le altre novità per il mondo universitario

Si segnala inoltre smepre in riferimento al mondo univerisitario, un processo di accorpamento, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dei consorzi interuniversitari Cineca, Cilea e Caspur, allo scopo di razionalizzare la spesa per il funzionamento di questi, attraverso la costituzione di un unico soggetto a livello nazionale, con il compito di assicurare l’adeguato supporto, in termini di innovazione e offerta di servizi, alle esigenze del sistema universitario, del settore ricerca e del settore istruzione. Gli introiti ricevuti saranno destinati, per il 50%, al finanziamento delle borse di studio e per il resto a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza.

 

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Tasse univeristarie aumentano fino al 100%

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Argomenti: Tasse e Tributi