Tasse locali, aumento del 500% in 20 anni

L'analisi di Confcommercio in collaborazione con il CER che punta il dito contro i mancati obiettivi del federalismo fiscale

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Tasse locali in aumento del 500% in 20 anni secondo un’analisi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Europa Ricerche.

 Tasse locali: + 500% in 20 anni

 Confcommercio in collaborazione con il CER, Centro Europeo Ricerche, ha previsto un aumento negli ultimi venti anni, del 500% del gettito derivante dalle imposte (dirette e indirette) a livello locale, con significative differenze sul territorio. Una vera e propria esplosione del gettito derivante dalle imposte, sia dirette che indirette, a livello locale con un aumento del 500%, con un aumento triplo dell’incidenza delle addizionali Irpef, regionali e comunali e una rilevante differenziazione delle singole Regioni in base all’incidenza dalla tassazione locale: si pensi all’aliquota Irap per un’impresa della Campania che è quasi il doppio di quella che deve pagare un’impresa di Bolzano.

 L’analisi di Confcommercio e CER

 Il rapporto di Confcommercio punta il dito contro il federalismo che dovrebbe essere ispirato ad un principio di responsabilizzazione delle amministrazioni locali ed è” una scelta istituzionale efficiente”, si legge nel rapporto in questione, “se riesce a favorire una migliore gestione delle politiche pubbliche, determinando una riduzione dei loro costi. Nelle intenzioni del legislatore, il federalismo avrebbe dovuto portare a un aumento dell’autonomia impositiva degli enti locali, facendo esplicitamente salvo il principio dell’invarianza della pressione fiscale complessiva a carico del contribuente. Nella sua fase attuativa, il federalismo si è però vistosamente allontanato da questo principio ispiratore”. Ciò che non ha fatto il federalismo, secondo Confcommercio, è una seppur embrionale compensazione tra i livelli locali e centrali, prevalendo invece una tendenza alla duplicazione di spese ed entrate.

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Il peso delle imposte locali

Una duplicazione pari, in circa 20 anni, a 500% di tasse locali, dirette  e indirette, che pesano sui cittadini contribuenti.

Dal 1992 i tributi locali sono passati da 18 a 108 miliardi di euro e fino al 2012 le uscite primarie correnti delle amministrazioni locali sono salite da 90,5 a 205 miliardi con una variazione cumulata del 126%. Nello stesso periodo la spesa delle amministrazioni centrali è passata da 225 a 343,5 miliardi, con un incremento del 53%. In sostanza, rileva Confcommercio, il processo di decentramento non sembra aver portato a quei tanti agognati risparmi di spesa, ossia ad un efficientamento della macchina amministrativa. 

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