Tasse immobili: nuova stangata per quelli produttivi

Gli immobili produttivi sono stati oggetto di una tassazione crescente tra il 2011 e il 2014, in piena crisi

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Gli immobili produttivi sono stati oggetto di una tassazione crescente tra il 2011 e il 2014, in piena crisi

La battaglia (non c’è altro termine altrimenti utilizzabile a questo punto) che il governo sta conducendo contro gli immobili a suon di tasse è arrivata ad un punto a dir poco paradossale, come ha svelato una ricerca dell’Osservatorio del CNA. Negli ultimi tre anni, quelli più duri per le piccole e medie imprese, quelli della crisi galoppante che ha portato alla chiusura di numerose attività (oltre ad effetti collaterali drammatici come suicidi di piccoli imprenditori soffocati dal fisco), la tassazione sugli immobili produttivi è più che raddoppiata.

Dal 2011, quando era presente solo l’Ici, al 2014, con l’infelice combinazione Tasi – Imu, si è passati da 4,7 miliardi a 9,6 miliardi! La somma delle entrate per l’erario ha significato una riduzione degli investimenti in un momento storico in cui sarebbero stati cruciali per il prosieguo di numerose attività in crisi. Se da un lato può essere comprensibile, seppur eccessiva, la scelta di ultra tassare gli immobili privati, resta senza spiegazione logica l’accanimento nei confronti degli immobili produttivi, in un paese che vive sulla piccola e media impresa.

Tasse immobili e valore catastale: oltre al danno la beffa

Se le tasse sugli immobili rappresentano ormai il terreno di battaglia tra governo e cittadini, è bene notare come alcune situazioni siano fuori dal reale: ci sono casi in cui il valore catastale dell’immobile supera quello di mercato, come accade ad esempio per i capannoni siti in aree industriali. In un tale scenario, l’azienda si trova a dover pagare imposte non adeguate al valore dell’immobile. Il CNA sta al momento affrontando il problema con la creazione di un servizio che permetta l’adeguamento del valore catastale a quello dell’immobile. Lo studio del CNA, basato sulle imprese artigiane e sui commercianti, ha inoltre messo in luce un aumento percentuale delle tasse sugli immobili, tra il 2011 ed il 2014, che va dal 25% al 50% con estremi del 14% (a Napoli) e del 127,8 (a Rimini). Una stangata in piena regola, completata il 16 dicembre 2014, quando a Tasi ed Imu si è aggiunta la Tari, a formare la nuova imposta comunale sugli immobili, meglio nota con l’acronimo IUC.

Riduzione tasse immobili nel 2015: la richiesta del CNA

È questa l’accorata richiesta per salvare altre imprese e famiglie, non più in grado non solo di non sopportare un ulteriore aumento, ma anche di non sostenere un altro anno come il 2014. Il CNA ha quindi richiesto una riduzione della ta

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