Tasse e imposte: qual è la differenza?

Tributi, tasse e imposte tre termini che presuppongono pagamenti ma dal significato diverso. Vediamo quali sono le differenze tra tasse e imposte.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Tributi, tasse e imposte tre termini che presuppongono pagamenti ma dal significato diverso. Vediamo quali sono le differenze tra tasse e imposte.

Lo Stato ricorre ad entrate di natura fiscale per fare cassa; queste entrate sono conseguite attraverso l’istituzione e la riscossione dei tributi. In base alla loro natura, però, i tributi possono essere tasse o imposte. Non sempre è chiara la differenza tra i due tipi di tributo e con questo articolo proveremo a tracciare una linea di demarcazione netta tra tasse e imposte. Iniziamo spiegando il termine tributo, che è quello che accomuna tasse e imposte.  

Tributo

Secondo la definizione il tributo è un prelievo coattivo di ricchezza operato dallo Stato o da una pubblica amministrazione, in applicazione della potestà impositiva di un ente sovrano.   Il tributo ha 3 funzioni principali: quella acquisitiva (procura all’Ente pubblico le risorse necessarie al funzionamento e alla realizzazione degli obiettivi che si prefissa), quella distributiva (modifica la distribuzione delle ricchezze tra i diversi contribuenti perseguendo fini di giustizia sociale, viene realizzata con i tributi progressivi il cui prelievo fiscale aumenta con l’aumentare della base imponibile) e quella promozionale (che serve ad incentivare le diverse condotte dei contribuenti introducendo agevolazioni e penalizzazioni fiscali).   Nel linguaggio abituale i termini tributo, tassa e imposta vengono utilizzati in modo equivalente ma in realtà il loro significato è diverso. Dopo aver spiegato il significato del termine tributo nelle prossime pagine vedremo nello specifico quali sono le differenze tra tasse e imposte.  

Tasse

La tassa è un tributo, ovvero una somma di denaro che un privato cittadino deve allo Stato in cambio di una prestazione a suo favore. La tassa quini è un corrispettivo pagato per un servizio pubblico offerto da un ente ed è relativa a servizi di cui il contribuente può decidere di avvalersi o meno. Le tasse non dipendono dal reddito e neanche dal costo del servizio prestato. I servizi che di norma sono finanziati dalle tasse sono quelli relativi, ad esempio, alla sanità o all’istruzione: si prenda come esempio la tassa universitaria o quella scolastica o ancora i ticket sanitari. La tassa, però, non rispecchia il costo dei servizi stessi poiché le tasse non coprono quasi mai l’intero costo del servizio.   Fissare il prezzo della tassa al di sotto del costo reale dei servizi serve, in qualche modo, a rendere il servizio accessibile a tutti (si tenga presente che alcune categorie di contribuenti sono esentate dal pagamento di alcune tasse): la differenza tra il costo del servizio e il prezzo della tassa ricade sulla fiscalità generale ritenendo che i servizi offerti siano diretti non solo al consumatore ma alla collettività. Prendendo come esempio l’istruzione, le tasse universitarie sono dirette in parte allo studente ma in parte anche alla collettività poiché il livello culturale del paese viene ad aumentare.   Nella prossima pagina sarà spiegata la differenza tra tasse e imposte.  

Imposte

Anche l’imposta è un tributo  e rappresenta una delle voci di entrata del bilancio dello Stato. L’imposta consiste in un prelievo caottivo dal contribuenti ma non viene concesso in cambio nessun  servizio e nessuna prestazione da parte dello Stato, a differenza delle tasse che sono legate a prestazioni. Le entrate che derivano dalle imposte sono chiamate gettito fiscale e servono a finanziare quelli che sono definiti pubblici esercizi indivisibili. A costituire le imposte sono

  • Il presupposto, il fatto che determina la nascita del tributo
  • La base imponibile, ovvero la quantità di ricchezza su cui viene calcolata l’imposta
  • L’aliquota, ovvero il tasso da applicare alla base imponibile

  Le imposte sono classificate tra dirette e indirette. Le imposte dirette sono quelle che sono strettamente correlate alla ricchezza del soggetto  e colpiscono il reddito e il patrimonio. Non si trasferiscono e rimangono a carico del contribuente che è obbligato al pagamento non provocando una variazione nei prezzi di prodotti o servizi. Ono imposte dirette l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), l’IRES (imposta sul reddito delle società), l’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive), l’ISOS (imposta sostitutiva sui redditi da capitale), l’IMU (imposta municipale propria). Le imposte indirette, invece, sono quelle legate alla ricchezza nel momento che viene trasferita: le imposte indirette, quindi, possono essere trasferite da chi è tenuto a pagarle ad altri. Tali imposte posso far variare i prezzi e colpiscono la ricchezza nel momento che essa viene trasferita. Sono quindi imposte sui consumi come l’Iva o l’imposta di regitro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di bollo, l’imposta sulle pubblicità, l’imposta sulle successioni e donazioni, l’imposta sulle assicurazioni.

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Argomenti: Imposta di registro