Tasse casa: Tasi, patrimoniale e agevolazioni affitti

Riforma fiscale e novità sulle tasse sulla casa: Tasi per fasce di reddito, patrimoniale per i grandi patrimoni e agevolazioni per gli affitti

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Riforma fiscale e novità sulle tasse sulla casa: Tasi per fasce di reddito, patrimoniale per i grandi patrimoni e agevolazioni per gli affitti

La riforma fiscale al vaglio del governo passa soprattutto per le tasse sulla casa, sia di proprietà che in affitto. I punti centrali prevedono l’abolizione della Tasi per i redditi più bassi, la patrimoniale per i grandi proprietari immobiliari e l’abbattimento delle imposte sugli affitti regolari. Le misure correttive servirebbero, negli intenti dell’esecutivo e dei tecnici, ad evitare le conseguenze inique di un’abolizione della Tasi tout court che, come aveva rilevato anche uno studio dell’associazione Nens dell’ex ministro Vincenzo Visco e di Pierluigi Bersani, avrebbe favorito i proprietari più abbienti. Ecco allora la proposta di rivedere le aliquote Tasi solo per le abitazioni di minor pregio lanciata proprio dal Nens che parte proprio dalla premessa che “le prime case non sono tutte uguali, c’è la casa popolare e la grande villa”. La proposta di legge prevede anche aiuti per chi è in affitto, considerando che “la condizione economica degli affittuari è (spesso) peggiore di quella di chi è proprietario della casa di abitazione”. Piuttosto che cancellare con un colpo di spugna Tasi e Imu sulla prima casa, senza fare le dovute distinzioni, sarebbe opportuno e equo quindi prevedere aliquote sulla base delle fasce di reddito e favorire l’abbassamento dei canoni di affitto riducendo le imposte sui contratti di locazione. Al contempo è prevista la rimodulazione dell‘imposta di successione e una patrimoniale sulle ricchezze superiori ai 500 mila euro per avere maggiori coperture per la riforma fiscale. I restanti 7,5 miliardi di euro necessari, suggerisce il Nens, si potrebbero recuperare dalla lotta all’evasione fiscale, perpetrata anche tramite il divieto di pagamenti in contanti. Il Nens propone un’analisi dei dati sull’andamento delle tasse sulla casa dalla quale emerge che, le rimodulazioni della Tasi e dell’Imu succedutosi negli ultimi anni, sono di fatto andate ad avvantaggiare “soprattutto le abitazioni di maggior valore catastale, per effetto del passaggio dell’aliquota standard dal 4 per mille (Imu 2012) all’1 per mille (Tasi 2014), salvo le variazioni delle aliquote deliberate dai Comuni”.

Aliquote Tasi in base al reddito: quanto si pagherà

L’associazione di Visco e Bersani ha proposto un modello fiscale che prevede l’applicazione di un’aliquota standard dello 0,25%, aumentabile fino allo 0,5%. Nel contempo sarebbe introdotta una detrazione dello 0,13%, fino ad un massimo di 240 euro. Stando alle stime del centro studi, in questo modo un terzo dei proprietari non pagherebbe nulla. Questo comporterebbe una riduzione del gettito nelle casse degli enti locali pari a circa 5 miliardi. Ma piuttosto che colpire le seconde case in affitto, visto che i proprietari si fanno già carico delle tasse immobiliari, la riforma prevede di recuperare le perdite con una patrimoniale sui grandi redditi. Le agevolazioni sulle locazioni prevedono di non considerare il canone nel reddito imponibile Irpef. Addio anche alla cedolare secca. Contratti di locazione: leggi la nostra guida alla cedolare secca  

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Argomenti: Tasse e Tributi

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