Tasse al 15% per tutti: a chi conviene la tax flat di Salvini

Si torna a parlare di tax flat: cosa c’è dietro la proposta di Salvini e a chi converrebbe un sistema di tasse fisso al 15%

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Si torna a parlare di tax flat: cosa c’è dietro la proposta di Salvini e a chi converrebbe un sistema di tasse fisso al 15%

Nell’ambito della riforma fiscale si torna prepotentemente a parlare di tax flat. Salvini si è fatto promotore delle tasse uguale per tutti al 15%, salvo deduzioni per i meno abbienti. In realtà la tax flat non è un’idea della Lega Nord ma è in periodi di crisi e di frustrazione per la pressione fiscale, come quello attuale, che viene rispolverata con consensi generali. Ma chi ci guadagnerebbe veramente?

Tax flat: le fasce di reddito con diritto alla detrazione

Il sistema di tasse fisse al 15% prevede delle esenzioni per i redditi più bassi. Nella proposta di legge depositata alla Camera dalla Lega lo scorso 12 giugno si fa riferimento ad una deduzione fissa di 3 mila euro per ogni contribuente e per eventuali soggetti a carico (per esempio una coppia di genitori con un figlio potranno usufruire a 9 mila euro di riduzione dell’ imponibile).

Tax flat, a chi conviene l’appiattimento delle tasse

Il limite imposto alla pressione fiscale al 15% sembra convenire in prima lettura proprio alle classi meno agiate. Ed è proprio sui redditi più bassi che fa leva la proposta rispolverata in periodo pre elettorale. Ma è davvero così? In realtà i numeri delle simulazioni fatte dall’Ufficio Studi della Fondazione Consulenti del Lavoro, sulla base degli scaglioni di reddito attualmente previsti, evidenziano benefici soprattutto per chi guadagna fino a 50 mila euro lordi di reddito, ovvero il cd ceto medio.

Tax flat: impatto sulle casse dell’Erario

Un altro punto da chiarire è quanto costerebbe questa rivoluzione fiscale allo Stato. Armando Siri, responsabile economico di “Noi con Salvini” e mente della flat tax versione italiana, prevede un recupero del sommerso pari a 20 miliardi. Può sembrare tanto ma è circa il 10% di quanto fruttano all’Erario oggi Irpef e Ires (circa 203 miliardi). Secondo i calcoli delDipartimento delle Finanze la tax flat costerebbe alle casse pubbliche circa 90 miliardi. La Lega propone di coprire la riforma fiscale con la rottamazione delle cartelle esattoriale ovvero con un condono parziale delle stesse nonché con la semplificazione fiscale. Da questo punto di vista c’è anche chi, come l’Economista dell’Istituto Bruno Leoni, Nicola Rossi, è favorevole alla flat tax aumentando l’aliquota almeno al 22% per ridurre i costi.

Tax flat all’estero: dove funziona

In Italia si inizia a parlare di tax flat nel 1994, contestualmente all’entrata in politica di Berlusconi. In seguito la proposta delle tasse fisse al 15% viene ripresa da Renato Brunetta nel 2014. Ora se ne è appropriata la Lega, forte sostenitrice dell’appiattimento fiscale. Il partito di Salvini ha introdotto scaglioni di progressività per superare il limite opposto alla proposta di Brunetta. E all’estero? Proposte simili hanno avuto impatti evidenti in Francia, dove la tax flat favorendo i nuclei numerosi ha dato una spinta alla natalità. In Italia, stando alla proposta di legge della Lega, tecnicamente una coppia con oltre i 50 mila euro lordi potrebbe trovare vantaggioso separarsi per non perdere la deducibilità procapite  

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Argomenti: Tasse e Tributi

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