Tasse Airbnb, l’Uber degli affitti online: come essere in regola

Affitti online tra privati: nero ed evasione fiscale o sharing economy? La questione, controversa, delle tasse su Airbnb, l’Uber del settore immobiliare

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Affitti online tra privati: nero ed evasione fiscale o sharing economy? La questione, controversa, delle tasse su Airbnb, l’Uber del settore immobiliare

Le recenti vicende giudiziali di Uber, hanno riacceso i riflettori su altri esempi di sharing economy. Quella degli affitti online su Airbnb e sulle tasse è una questione dibattuta e controversa a livello internazionale. Cerchiamo di fare il punto della situazione per capire se si possa parlare di affitti in nero e concorrenza sleale e quali sono i vantaggi, ma anche i rischi, di questi siti di affitti online tra privati.

Tasse affitti online: la policy di Airbnb

Leggendo la policy sul pagamento delle tasse sul sito di Airbnb emerge una presa di posizione piuttosto neutra della società americana che funge da intermediaria nelle transazioni. L’invito agli host è quello di familiarizzare “con le normative locali” e di rispettare eventuali obblighi fiscali imposti dalla città o dallo Stato di riferimento. Il riferimento è anche alla tassa di soggiorno anche se in alcuni Stati Airbnb sta sperimentando la riscossione diretta di questa imposta locale.  

Multe Airbnb: rischi anche in Italia?

All’estero è capitato che alcuni utenti di Airbnb siano stati multati. Potrebbe accadere anche in Italia? Se lo chiedono in molti tra coloro che promuovono sul portale della società californiana il loro annuncio per affitti online. Operando a livello internazionale Airbnb può scontrarsi con leggi locali. Ad esempio la legislazione della città di New York permette affitti inferiori ai 30 giorni solo se il proprietario non è in casa. Anche in Catalogna Airbnb è stata multata per violazione delle regole sugli affitti che prevedono la registrazione degli appartamenti affittati per turismo. A Berlino gli affittuari devono richiedere un’autorizzazione al Comune. Ma chi controlla? In casi come questi è facile pensare che a fare la spia siano stati i vicini di casa anche se ad esempio in Italia, la questione è ormai di dominio pubblico e l’Agenzia delle Entrate, rispondendo anche alle polemiche degli albergatori vessati dalle tasse, ha confermato di non sottovalutare il fenomeno che, ormai, non può più essere considerato di nicchia. Gestori di affittacamere e proprietari di hotel urlano alla concorrenza sleale ma le questioni da chiarire su questo fenomeno border line sono molteplici:norme di pubblica sicurezza relative, registrazione contratti o ospiti, tassa di soggiorno, pagamento dell’Iva sulla transazione online etc. Lo scorso anno Daniele Pesco (M55) aveva firmato una risoluzione in cui si chiedeva che i siti internet intermediari agissero da sostituti di imposta trattenendo le tasse e versandole allo Stato.

Airbnb e tasse: verso una regolamentazione degli affitti online tra privati?

Proprio come avviene per Uber, negare l’esistenza e anche, sotto molti punti di vista i vantaggi, delle piattaforme di sharing economy sarebbe anacronistico. Fenomeni come Airbnb, Holiday Lettings e altri siti di affitti tra privati sono ormai affermati e in continua evoluzione. Più che ignorare il sistema o combatterlo sarebbe opportuno prendere atto della sua portata e dei vantaggi e al tempo stesso regolamentarne l’uso per fare in modo che gli utenti non sfuggano, a volte anche involontariamente viste le lacune legislative in materia, al Fisco e non facciano concorrenza sleale.  

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Argomenti: Tasse e Tributi

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