Tasse Airbnb: annunci cancellati per chi non ha pagato

Tasse Airbnb: la denuncia della piattaforma per gli annunci cancellati per questioni fiscali. Dopo l'obbligo di imposta sugli affitti brevi a farne le spese sono i consumatori?

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Tasse Airbnb: la denuncia della piattaforma per gli annunci cancellati per questioni fiscali. Dopo l'obbligo di imposta sugli affitti brevi a farne le spese sono i consumatori?

Prosegue la battaglia di Airbnb per il pagamento delle tasse. Assistita dal Codacons, la piattaforma ha chiesto che sia annullata la sentenza del Tar del Lazio in merito alla tassa sugli affitti brevi e relative sanzioni che ad oggi è costata la cancellazione di circa 30 mila annunci su Airbnb (oltre ad una sanzione in capo all’azienda per circa 180 milioni di euro).

Tassa sugli affitti brevi: il Codacons difende Airbnb

Intervenuta di fronte al Consiglio di Stato per difendere le ragioni di Airbnb, l’associazione dei consumatori ha definito la tassa sugli affitti brevi “un balzello creato ad hoc per colpire l’azienda, con ripercussioni sul fronte della concorrenza e degli utenti i quali subirebbero una riduzione dell’offerta sul mercato dei pernottamenti a fini turistici, dall’altro un rincaro delle tariffe praticate dagli operatori Airbnb attivi in Italia”.

Non solo: anche l’Antitrust aveva messo in evidenza alcuni potenziali effetti distorsivi della concorrenza relativamente all’introduzione di questi obblighi fiscali visto che altri operatori, che di fatto erogano un servizio analogo a quello di prenotazioni Airbnb, resterebbero esonerati da simili obblighi fiscali.

Seguiremo gli sviluppi della vicenda. Nel frattempo la prossima data che potrebbe decidere delle sorti di Airbnb in Italia è il 17 ottobre 2018, giorno in cui, per il momento, resta fissata la prossima udienza di merito dinanzi al Tar.

Di seguito riportiamo il comunicato del Codacons:

“30.000 annunci (una volta attivi) disattivati nel periodo successivo all’entrata in vigore della disciplina normativa qui in rilievo e del provvedimento impugnato. Ciò a riprova della elevatissima incidenza pregiudizievole del provvedimento e della disciplina normativa qui in oggetto sulla capacità competitiva e sullo stesso equilibrio finanziario e contabile della parte ricorrente […]

Nella situazione processuale venutasi a delineare in conseguenza dell’impossibilità di fissare immediatamente l’udienza di trattazione del merito del ricorso, le società ricorrenti sono “condannate” alla inottemperanza della disciplina normativa qui in discussione e dunque all’applicazione di sanzioni idonee a compromettere la stessa permanenza di Airbnb nel mercato italiano […] per un importo complessivo pari a circa € 180 milioni”.

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