Tasse acquisto casa, ecco quali sono

Imposta di registro, catastale e Iva, a seconda se la vendita avvenga da un privato o da un'impresa, Il punto sulle tasse in caso di vendita di una casa

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Imposta di registro, catastale e Iva, a seconda se la vendita avvenga da un privato o da un'impresa, Il punto sulle tasse in caso di vendita di una casa

Tasse acquisto casa. Tra imposta di registro, ipotecaria, Iva e plusvalenza, il punto sulle tasse in caso di vendita dell’immobile.

Tasse acquisto casa

Quando si vuole procedere all’acquisto di un fabbricato è opportuno ricordare che trovano applicazione alcune tasse. Si applicano, in via generale, l’Iva e/o l’imposta di registro (a seconda del venditore) e le imposte ipotecaria e catastale. Così se si acquista la casa da un soggetto privato si applica l’imposta di registro al 7%, quella ipotecaria al 2%  e l’imposta catastale all’1%. Se invece si procede all’acquisto della casa da un’impresa “non costruttrice” che non ha eseguito lavori di restauro, risanamento o ristrutturazione o da un’impresa “costruttrice” (o di ristrutturazione) che vende  dopo 5 anni dalla data di ultimazione dei lavori, in entrambi i casi non si applica l’Iva, sempre che l’immobile non abbia le caratteristiche di fabbricato di lusso, mentre l’imposta di registro, ipotecaria e catastale hanno lo stesso importo previsto per l’acquisto della casa da un privato. A proposito dell’Iva è bene precisare che quando la vendita della casa è soggetta a Iva, la base imponibile non è costituita dal valore catastale, ma dal prezzo pattuito e dichiarato nell’atto dalle parti.

Agevolazione prima casa

Tutto questo sempre che l’acquisto dell’immobile non sia la prima casa, poiché in questo caso valgono le agevolazioni prima casa ( si rinvia ai nostri articoli Agevolazione prima casa: i requisiti di accesso e i casi di decadenzaAgevolazione prima casa: si perde senza il trasferimento della residenza), quindi misure ridotte delle imposte sulla vendita.

Plusvalenza vendita immobile

Dalla cessione di un immobile può derivare una plusvalenza, vale a dire una differenza positiva tra il corrispettivo percepito nel periodo d’imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del bene ceduto, aumentato dei costi inerenti il bene stesso. Questo valore, se derivante da una cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, o di terreni edificabili, è considerato come uno dei redditi appartenenti alla categoria “redditi diversi” e, come tale, assoggettato a tassazione ordinaria con le normali aliquote Irpef o, nel caso di cessione di terreni edificabili, a tassazione separata. Sulla plusvalenza vendita immobile si può applicare un  sistema alternativo di tassazione per cui è il  venditore che può chiedere all’atto della cessione, con dichiarazione resa al notaio, che sulla plusvalenza realizzata sia applicata un’imposta sostitutiva di quella sul reddito, pari al 20%.

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Argomenti: Tasse e Tributi