Tassazione titoli di stato e fondi pensione: cosa è cambiato

Come incidono sugli strumenti di investimento la riforma fiscale e la nuova tassazione

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Come incidono sugli strumenti di investimento la riforma fiscale e la nuova tassazione

Si è parlato molto in questo nuovo anno della riforma fiscale messa a punto dal Governo Monti: la nuova tassazione riguarda anche gli strumenti di investimento. In questo momento quindi quale mercato risulta più conveniente per investire i propri risparmi?

L’argomento è molto delicato e la trattazione mette in gioco diversi fattori e interessi. In questa sede presenteremo una panoramica generale dei maggiori strumenti di investimento disponibili (concentrandoci soprattutto sugli aspetti sui quali ha inciso la nuova tassazione).

 

TASSAZIONE TITOLI DI STATO        

I rendimenti derivanti da titoli di Stato, sia italiani che esteri, sono tassati al 12,5%. Da quest’anno però l’imposta di bollo a cui sono sottoposti i dossier bancari in cui vengono custoditi diviene proporzionale (e parte da un valore minimo di 34,2 euro, corrispondente alla cifra che si pagava fino allo scorso anno). Il bollo è stato esteso anche ai buoni postali. Si ripete, come sopra accennato, che questa non vuole essere una guida alla convenienza dei diversi investimenti (perché ognuno di questi include la considerazione di variabili eterogenee, ad esempio a proposito dei Titoli di stato occorre valutare in base ai tassi quando l’investimento è più sicuro e quando rischia di essere speculativo). Lo scopo di questa panoramica è quello di sottolineare cosa è cambiato, per ogni singolo investimento, rispetto al 2011 dal punto di vista fiscale (il che può influire ovviamente sulla convenienza o meno di un dato investimento).

 

INVESTIRE IN IMMOBILI

Sull’idea di acquistare un immobile a scopo investimento pesa inevitabilmente l’introduzione dell’IMU, e soprattutto l’aumento della base imponibile per il calcolo dell’importo (visto che l’Ici era comunque stato abolito solo nel caso di prima casa). Alla tassa di proprietà bisogna poi aggiungere, in caso di investimento, le tasse sui redditi da locazione (21%  nell’ipotesi di immobili residenziali di proprietà di privati o con aliquota marginale Irpef forfettaria al 15%). C’è anche chi valuta la possibilità di investimenti immobiliari all’estero anche se ovviamente di Stato in Stato occorre valutare la normativa e i permessi.

 

TASSAZIONE FONDI PENSIONE

I piani previdenziali sono ancora soggetti alla tassazione precedente alla riforma Maroni del 2007. La deducibilità dei versamenti fino a 5.164 euro l’anno e la tassazione delle prestazioni ad aliquote relativamente limitate (dal 9 al 15% in base al periodo di investimento) per la parte dedotta ne fanno uno strumento particolarmente conveniente da una prospettiva di analisi fiscale. Pipi e fondi pensione inoltre non sono soggetti ad applicazione del bollo.

 

TASSAZIONE ASSICURAZIONE VITA: NESSUNA NOVITA’

Non vi sono grossi cambiamenti se non che la percentuale dei rendimenti delle polizze vita non investita in titoli di Stato, minima ma comunque presente, viene tassata al 20% e non più al 12,5%. Analoga tassazione era già prevista per i fondi immobiliari e ora viene estesa anche a quote di fondi comuni, Sicav, Gpm, Etf e unit linked.

 

TASSAZIONE CONTI DEPOSITO: VARIAZIONI POSITIVE

Nel caso dei conti di deposito la tassazione diventa più favorevole per il titolare scendendo al 20% (rispetto al 27% previsto nel 2011). Il bollo rimane fermo a 1,81 euro.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi