Tassazione prostitute, il primo sì dalla Cassazione

Secondo gli Ermellini, con l'ordinanza del 24 luglio 2013, per il Fisco è legittimo qualificare l’attività di prostituzione come fonte di reddito da cui si deduce una adeguata capacità contributiva da ritenere legale

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Secondo gli Ermellini, con l'ordinanza del 24 luglio 2013, per il Fisco è legittimo qualificare l’attività di prostituzione come fonte di reddito da cui si deduce una adeguata capacità contributiva da ritenere legale

Tassazione della prostituzione anche in Italia? Sì, secondo la Cassazione. Entriamo nei dettagli. 

Tassazione prostituzione: in Italia sarebbe possibile?

Questione da tempo dibattuta  e particolarmente difficile da risolvere, o meglio trovare una visione condivisa, riguarda la tassazione delle prostitute. In un momento di grande difficoltà economica, chiedere sacrifici agli italiani che a stento arrivano a fine mese e non prevedere una regolamentazione giuridica e fiscale per chi, sempre per libera scelta, svolge il mestiere più antico del mondo,per i più è un boccone difficile da mandare giù.

Tassare prostitute: la sentenza della CTR Liguria

Sulla questione della tassazione dell’attività di prostituzione (in merito si rinvia al nostro articolo Tassazione prostituzione: i paradossi italiani). Recentemente abbiamo una sentenza della Commissione tributaria regionale della Liguria, la n. 44/1/2013 prima e ora un’ordinanza della Corte di Cassazione, datata 24 luglio 2013. Il giudice tributario ligure ha avuto modo di affermare che, in relazione ad un contenzioso con l’Agenzia delle entrate che aveva messo sotto la lente del Fisco i conti correnti di una signora di nazionalità rumena, rilevando una sproporzione tra quando dichiarato e quanto posseduto, i redditi guadagnati devono essere sempre dichiarati e su di essi bisogna pagare le tasse. Un principio-obbligo questo che vale anche se l’attività lavorativa svolta è occasionale e nel caso di specie per il giudice tributario ligure anche se quell’attività occasionale è l’attività di meretricio. In particolare i guadagni ottenuti devono essere tassati come redditi diversi. ( Si rinvia al nostro articolo Fisco, anche le prostitute occasionali devono pagare le tasse). 

Tassazione prostituzione: ordinanza n. 18030/2013 Cassazione

Ebbene ora sulla scorta di questa pronuncia, si sono espressi anche gli Ermellini. Con l’ordinanza del 24 luglio 2013, n. 18030, la Cassazione ha disposto che per il Fisco è legittimo qualificare l’attività di prostituzione come fonte di reddito da cui si deduce una adeguata capacità contributiva da ritenere legale. Gli Ermellini ritengono così legittimi gli accertamenti, in materia di Irpef, messi in atto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una donna dedita all’attività di meretricio che, a livello europeo, si qualifica come una prestazione di servizi retribuita.  “Il reddito derivante dall’esercizio della prostituzione” – si legge nell’ordinanza in oggetto – “ in base al generale principio della tassabilità dei redditi per il fatto stesso della loro sussistenza, è soggetto ad imposizione diretta”.

I tempi stanno cambiando?

[fumettoforumright]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tasse e Tributi