Tassazione del premio di risultato: aliquota ordinaria o agevolata del 10%?

Spetta al sostituto d'imposta verificare la sussistenza dei requisiti richiesti per la tassazione agevolata del premio di risultato.

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L’agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 550 del 17 novembre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito alla norma che disciplina la detassazione del premio di risultato. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il quesito del contribuente

L’Istante, dipendente di un’impresa di assicurazione, fa presente che il contratto integrativo di secondo livello del proprio Gruppo Assicurativo individua nella somma dell’Utile Lordo di due società appartenenti al Gruppo, il parametro per la misurazione dell’obiettivo di risultato da raggiungere nel 2019, al fine dell’erogazione del Premio di produttività.

Il Premio, erogato con la busta paga di luglio 2020, ha subito la tassazione ordinaria, in quanto alla data di sottoscrizione del contratto, non sussistevano dubbi nel raggiungimento dell’obiettivo di redditività misurabile con il parametro individuato nel contratto stesso: l’Utile Lordo complessivo al 31 dicembre 2019 sarebbe risultato incrementale rispetto a quello registrato nel 2018.

L’Istante, invece, ritiene le due aziende al 1° ottobre 2019 potevano presumere che il dato del 2019 sarebbe stato superiore a quello del 2018 solo ipotizzando che il valore conseguito nel primo semestre 2019 si sarebbe raddoppiato alla fine del medesimo anno.

L’istante chiede, se, invece, il Premio possa godere del regime fiscale agevolato previsto dall’articolo 1, commi 182 e ss., della legge di Stabilità 2016 e ss.mm.

Detassazione del premio di risultato

L’Agenzia delle Entrate risponde con esito negativo al quesito posto dal contribuente.

L’articolo 1, commi da 182 a 189, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016) ha introdotto l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali del 10 per cento:

“ai premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base dei criteri definiti con il decreto di cui al comma 188”.

Al termine del periodo previsto dal contratto (cd. “periodo congruo”), ovvero di maturazione del premio, deve essere verificato un incremento di uno degli obiettivi indicati.

Non è, pertanto, sufficiente che l’obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto, dal momento che è, altresì, necessario che il risultato conseguito dall’azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo di maturazione del premio.

Infine, l’Agenzia precisa che, ai sensi della risoluzione n. 36/2020, spetta al sostituto d’imposta verificare la sussistenza dei requisiti richiesti per la tassazione agevolata.

Se nel contratto aziendale viene attestato che il raggiungimento dell’obiettivo incrementale è effettivamente incerto alla data della sua sottoscrizione, l’azienda, sotto la propria responsabilità, può applicare l’imposta sostitutiva del 10% se al termine del periodo congruo l’obiettivo è raggiunto.

Per questi motivi, l’Agenzia ritiene di non poter condividere la soluzione interpretativa prospettata dal contribuente.

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