'Tassa sulle cassette di sicurezza in arrivo con la pace fiscale bis -

Tassa sulle cassette di sicurezza in arrivo con la pace fiscale bis

La tassa sul contante detenuto nelle cassette di sicurezza sarà introdotta con la pace fiscale 2 ed entrerà in vigore nel 2020.

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La tassa sul contante detenuto nelle cassette di sicurezza sarà introdotta con la pace fiscale 2 ed entrerà in vigore nel 2020.

La tassa sulle cassette di sicurezza si farà. Se ne parla da mesi ormai e la misura sarà probabilmente introdotta a partire dal 1 gennaio 2020. Unica cosa che non è ancora chiara è come dovrà essere applicata l’imposta, se in misura fissa sulla corta di quanto avvenuto per la “voluntary disclosure” per i capitali detenuti all’estero o seguendo la tassazione ordinaria in vigore.

Tassa sulle cassette di sicurezza in arrivo

Nella definizione della pace fiscale 2 si sta valutando la procedura per far emergere i contanti nelle cassette di sicurezza. Lo ha spiegato il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci (Lega), aggiungendo che “sì, la stiamo studiando. Sarà su base volontaria e, sia chiaro, riguarderà solo le somme non dichiarate al fisco. Non quelle che possono derivare da altri reati, come il riciclaggio o peggio ancora“. La misura, precisa, “riguarderà solo le cassette di sicurezza in Italia” e si dovranno pagare le imposte sul reddito, “applicando l’aliquota Irpef del proprio scaglione, cioè dal 23 al 43 per cento a seconda dei casi. E anche l’Iva se si è soggetti a partita Iva“.

Il sottosegretario aggiunge che entrambe le tassazioni “si applicheranno solo su un parte dei contanti che si vogliono sanare. Le ipotesi sono 30, 40 o 50%, dobbiamo decidere“. Inoltre, si dovrà pagare solo su una parte dei contanti perché “ci sarà la presunzione che queste somme siano state prodotte non solo negli ultimi cinque anni, cioè quelli possibili per l’accertamento fiscale – continua Bitonci – ma anche negli anni precedenti, che non sono più soggetti a controlli“.

L’aliquota d’imposta sulle cassette di sicurezza

Secondo le previsioni del Mef, la tassa sulle cassette di sicurezza dovrebbe portare nelle casse dello Stato fra 1 e 1,5 miliardi di euro facendo emergere il contante “in nero” attualmente in circolazione e che alimenta attività commerciali illegali e la criminalità organizzata.

In passato il governo Renzi aveva ipotizzato una sanatoria per fare emergere il contante nelle cassette di sicurezza al 35%. Ipotesi poi tramontata perché non avrebbe portato nelle casse dello Stato granché e avrebbe creato grossi problemi di consenso a livello politico. Ora, però, con una tassa in misura variabile sulle somme in nero detenute nelle cassette di sicurezza il governo punta a ottenere quel successo insperato dai governi precedenti facendo altresì cassa immediata per evitare manovre di bilancio troppo onerose a fine anno. Di fatto la “voluntary disclosure” sulle cassette di sicurezza sarebbe un altro pezzo della cosiddetta pace fiscale con l’effetto di mettere anche in circolo capitali da sottrarre alle attività illecite e al lavoro sommerso.

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