Tassa sulla plastica: su quali prodotti aumenteranno i prezzi?

Tassa sulla plastica: quali prezzi aumenteranno e quali, invece, dovrebbero scendere.

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Tassa sulla plastica: quali prezzi aumenteranno e quali, invece, dovrebbero scendere.

Ci avviciniamo alla famigerata tassa sulla plastica. Per i consumatori al dettaglio che cosa comporterà? Cosa cambia? E’ facile pronosticare che i commercianti continueranno ad usare oggetti in plastica. Tuttavia proprio al dettaglio la plastica costerà di più. E’ quanto prevede un comunicato Aduc.

Affinché la plastic tax, visto che a molti piace chiamarla in inglese, inizi a produrre qualche effetto concreto, ci vorrà tempo. L’Associazione, però, non nasconde il suo pessimismo, basato anche su esempi precedenti: “non possiamo non pensare alla “tassa carbone” in vigore da diversi anni, e che tante aziende pagano per poter emettere al di fuori dei limiti ritenuti salubri… e nonostante questa tassa i livelli di inquinamento continuano a crescere”.

Tassa sulla plastica: perché non funzionerà (almeno nel breve periodo)

L’Italia è pronta per dire addio alla plastica? Qualche dubbio si accende leggendo la notizia che arriva da Firenze: le bottiglie alternative date agli studenti delle scuole medie al posto delle bottigliette di plastica perdono vernice dentro e fuori. Quel che appare sicuro, purtroppo, o almeno così sostiene Aduc, è che “saranno i consumatori a pagare di più nonostante tanti governanti e pro-governo ci ripetano che i provvedimenti adottati ed adottandi non prevedono aumenti fiscali“. L’alternativa è rassegnarsi all’uso della plastica? No ma, magari, studiare un modo diverso. Sempre dal sito Aduc leggiamo “occorrerebbe andare alla radice per dare il proprio contributo alla conversione della produzione, del mercato e delle abitudini. Un processo lungo, sicuramente. Ma forse efficace e più utile che non la tassa… punto e via…”. Ad esempio si potrebbe pensare a defiscalizzare le produzioni non inquinanti (o con impatto ridotto): il vantaggio ai produttori ricadrebbe nelle vendite all’ingrosso e, di conseguenza, al dettaglio. Se il materiale riciclabile potesse costare meno della plastica sarebbe senza dubbio un incentivo per acquistarlo no? Ad oggi tendenzialmente solo i più sensibili al problema ecologico sono disposti a pagare di più. Lo scenario previsto invece è meno ottimistico “la tassa sarà operativa, le forchettine di plastica costeranno di più ma sempre meno di quelle di legno, e fra un po’ alcuni un po’ di accorti diranno “urka, è successo come sulla tassa carbone” e, ammesso che ci sarà un’inversione di rotta, avremo perso tempo che, allo stato dei fatti, sembra che sia molto più che prezioso.

Tempo in cui le tasche dei consumatori avranno continuato a perdere ancora più soldi”.

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