Tassa sulla fortuna per finanziare la cedolare secca? La nuova sfida del governo

Tra la diminuzione della pressione fiscale e la necessità di nuove coperture finanziarie, il governo si trova ad un bivio. Ecco cosa sta succedendo.

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Tra la diminuzione della pressione fiscale e la necessità di nuove coperture finanziarie, il governo si trova ad un bivio. Ecco cosa sta succedendo.

Dopo la sonora sconfitta in Umbria, il governo giallo-rosso, o per meglio dire le anime dei due partiti di maggioranza, tentano il cambio di marcia.

Si spinge per un riavvicinamento col popolo e, di concerto, per una drastica diminuzione della pressione fiscale.

A tale scopo viene annunciato che la cedolare secca per gli affitti, a canone calmierato, rimarrà tale. Non vi sarà più alcun aumento al 12,5% (attualmente è del 10%), per l’imposta sostitutiva Irpef, come di recente dichiarato.

A copertura di tale proposta ritorna in auge la cosiddetta tassa sulla fortuna, che colpirebbe tutte le vincite superiori ai 500 euro.

 

La nuova tassa sulle vincite da gioco

In seguito alle decisioni sulla cedolare secca, i tecnici del governo, come già detto, sono alla ricerca di nuove coperture. Dopo la Sugar Tax e la Plastic Tax, ritorna in auge la cosiddetta “Tassa sulla fortuna”, grazie alla quale sarà possibile finanziare la stabilizzazione al 10% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato.

Con tale proposta si andrebbe ad aumentare, dal 12 al 15%, la ritenuta fiscale in capo alle vincite oltre i 500 euro, e di ben il 25% per quelle oltre il milione di euro.

Questa proposta era stata prevista a partire dalle prime bozze del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, ma è stata cestinata poco dopo.

 

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