Tassa sui rifiuti: Res anche su case fantasma dal 2013

Come si applica la Res sugli immobili fantasma?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Come si applica la Res sugli immobili fantasma?

Dal 1 gennaio 2013 entrerà verosimilmente (almeno secondo quanto previsto nella manovra salva Italia) in vigore la Res, o Tares secondo il probabile nome alternativo presente nelle bozze del decreto, ovvero la tassa unica sui rifiuti che sostituirà la Tarsu. Cosa cambia in concreto?

La novità maggiore riguarda l’estensione del tributo a tutti i tipi di immobili, incluse le cosiddette case fantasma. I dubbi applicativi restano molti. Se infatti per gli immobili abitativi la tassa si applicherà nella misura dell’80% della superficie catastale (secondo quanto previsto in conformità con il dpr 138/1998), come calcolare il parametro nel caso degli immobili che non possiedono una metratura ufficiale risultante dalla planimetria catastale? L’ipotesi più accreditata tra i tecnici del governo al lavoro al momento è quella di una superficie “convenzionale” stabilita dall’agenzia del Territorio sulla base delle informazioni, sebbene lacunose, in suo possesso. Stesso iter sarà applicato in fase transitoria anche per gli immobili con rendita presunta, almeno fino al completamento dell’aggiornamento catastale con relativa attribuzione di rendita definitiva. La misura è dovuta all’esigenza di coprire la lacuna fiscale in un periodo indeterminato: l’aggiornamento infatti potrebbe richiedere anni e in questo frangente nasce la necessità di includere questi immobili fantasma nella base imponibile.

 

Non si tratta di un fenomeno marginale: secondo le ultime stime sono circa 2 milioni le case fantasma ancora da accatastare in Italia. Le recenti indagini dell’Agenzia del Territorio ne hanno fatte emergere una grande percentuale ma il percorso è ancora lungo e la perdita per le casse dell’Erario rischia di essere ingente. (Rendita presunta e immobili fantasma: novità da Agenzia del Territorio)

Ma nel corso dell’anno occorrerà risolvere alcuni problemi di natura interpretativa e applicativa che possono portare in concreto a dei paradossi (a danno del contribuente). Supponiamo ad esempio il caso del proprietario di un’abitazione che paga regolarmente la tassa sui rifiuti su di essa: cosa succede nel caso di un deposito o magazzino che non produce reddito? Dovrà pagare un ulteriore contributo anche su di esso sebbene non produca rifiuti? La Corte Europea di Strasburgo ha già condannato l’Italia per l’inefficienza nella gestione dei rifiuti che si protrae dal 1994 e che ha provocato danni alla salute dei cittadini e all’ambiente (tristemente noto a livello internazionale il caso di Napoli). E’ chiaro che le coscienze dei cittadini si interroghino sull’ammissibilità di  una nuova tassa sui rifiuti in uno Stato che non garantisce un servizio efficiente o quantomeno decente. La nuova Res sarà applicata a partire dal 2013 ma possiamo far sentire la nostra voce anche da subito in via preventiva.

 

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Argomenti: Tassa rifiuti