Tassa sui rifiuti a Roma: Alemanno assume gli amministratori “spie”

Gianni Alemanno, sindaco di Roma, sta assumendo amministratori di condominio che allo stesso tempo siano anche agenti di riscossione

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Gianni Alemanno, sindaco di Roma, sta assumendo amministratori di condominio che allo stesso tempo siano anche agenti di riscossione

E’ al vaglio del sindaco di Roma Gianni Alemanno una proposta di modifica all’attuale regolamento sulla tariffa della tassa sui rifiuti che prevede la possibilità di regolarizzazione pagando gli arretrati degli ultimi 5 anni maggiorati da una maxi sanzione del 200% della cifra evasa. Per chi si ravvede spontaneamente, anche tramite compilazione dei dati online, la sanzione invece viene abbattuta di un terzo.

 

TASSA SUI RIFIUTI: QUANTO COSTA LA REGOLARIZZAZIONE

Una condizione di favore che però resta onerosa (la mora per la Tari, ovvero per la ex Tarsu, è in proporzione tra le più alte dell’intero sistema fiscale): difficile pensare che i “pentiti” spontanei saranno numerosi. E allora la domanda è: come può l’Ama controllare casa per casa chi a Roma continua ad evadere la tassa sui rifiuti?

 

AMMINISTRATORI O AGENTI DI RISCOSSIONE?

Quello che è stato proposto è una sorta di patto di alleanza con gli amministratori di condominio: chi meglio di questi ultimi ha la possibilità di scoprire situazioni di irregolarità? Sotto controllo non solo chi non ha mai pagato la Tari, ma anche chi dichiara meno mq nel tentativo di abbattere le tasse. E certamente nell’ambito delle sue funzioni di ripartizione delle spese tra condomini, l’amministratore è a conoscenza della reale metratura degli appartamenti.

Il modello di riferimento è quello di Venezia: qui addirittura l’amministratore di condominio è responsabile in solido con chi evade la tassa dei rifiuti senza essere stato segnalato.

Al momento la proposta è al vaglio sul tavolo del sindaco di Roma: qualora Alemanno l’approvasse passerebbe poi in esame alla giunta e in consiglio comunale. Si stima che assumendo come “esattori” gli amministratori di condominio, si potrebbero recuperare una buona percentuale dei circa 150 milioni annui di euro sommersi.

Di recente i controlli si sono intensificati e sono circa 65 mila le posizioni ambigue emerse dalla verifica incrociata del Catasto alla Camera di Commercio e dei dati contenuti negli archivi di Ama. E’ un’operazione che richiede un aggiornamento continuo per rimuovere le utenze cessate e inserire quelle che hanno fatto richiesta di regolarizzazione.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tassa rifiuti