Tassa sui rifiuti: a Bergamo se sei onesto paghi il doppio

Una storia italiana: se non paghi la fai franca, se paghi sei premiato con l'aumento della tassa

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Una storia italiana: se non paghi la fai franca, se paghi sei premiato con l'aumento della tassa

L'Italia di Pulcinella

La sensazione che il governo attuale punti a lucrare sui contribuenti onesti è diffusa e purtroppo sono molteplici le disposizioni a livello nazionale e locale che confermano questo approccio. Ha fatto discutere nei giorni scorsi la richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate della documentazione relativa alle detrazioni ricevute negli anni passati (pena la decadenza delle stesse con pagamento dei relativi interessi). La stessa lettura offre oggi la decisione presa dal Comune di Bergamo e resa nota al termine dell’incontro della 1ª Commissione consiliare: per recuperare il gettito evaso dalla tassa sui rifiuti, data la difficoltà di scovare chi non paga (circa il 6% della popolazione), si farà leva su chi ha già versato quanto dovuto aumentando l’importo della Tia (tariffa di igiene ambientale). Le cifre parlano di una perdita di circa 2,2 milioni di euro solo nell’ultimo biennio. Nel 2011 gli accertamenti fiscali hanno permesso di recuperare quasi 900 mila euro ma quest’anno l’amministrazione a Palazzo Frizzoni ha avuto la bella idea di risparmiare su queste indagini: perché spendere tempo e denaro per riaffermare la giustizia? Molto più facile commettere ingiustizie su chi paga onestamente.

Immediata la polemica dei cittadini e dell’opposizione. L’ex sindaco Roberto Bruni ha sottolineato che si tratta di un provvedimento paradossale: «È come se, perché la gente non paga le sanzioni, si decidesse di aumentare il costo della multa».

Ai contribuenti sarà chiesto un pagamento extra dell’1,6% ad anno per finanziare un fondo di garanzia volto a compensare lo scoperto del bilancio. Il tutto condito da belle parole di consolazione: la promessa che i controlli continueranno a tappeto e la giustificazione dell’aumento con la necessità di recuperare l’inflazione.

Certamente questa situazione non incoraggia le circa 128 mila famiglie bergamasche che si sono viste addebitare indebitamente, dal 2000 a oggi, l’Iva sulla Tia, e che attendono il rimborso dallo Stato per un importo complessivo di circa 22 milioni di euro. Ben due sentenze infatti (prima quella della Corte Costituzionale nel 2009 poi a marzo scorso quella della Corte di Cassazione) avevano precisato che, essendo la Tia una tassa e non una tariffa, non era applicabile l’Iva del 10% (Rimborso Iva sulla Tia: il gioco sleale del governo Monti).

Ma si sa che quando deve dare lo Stato non ha la stessa fretta di quando deve riscuotere: l’ennesimo caso di “due pesi e due misure” e a pagare sono sempre i contribuenti.

 

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Argomenti: Tassa rifiuti