Tassa sugli pneumatici: come denunciare le gomme illegali

Esiste una tassa sugli pneumatici che non tutti conoscono e la cui evasione crea danni ambientali e ammanchi nelle casse dell'Erario.

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Esiste una tassa sugli pneumatici che non tutti conoscono e la cui evasione crea danni ambientali e ammanchi nelle casse dell'Erario.

La tassa sugli pneumatici, a dispetto del nome, non deve far pensare ad un’imposta che grava sugli automobilisti. Ci si riferisce piuttosto alle regole per lo smaltimento delle gomme, non sempre purtroppo rispettate da chi di dovere. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio e dalla piattaforma CambioPulito ogni anno in Italia vengono immesse illegalmente tra le 30 e le 40 mila tonnellate di gomme illegali.

Tassa sugli pneumatici: quanto costa l’ammanco

Questo comporta, oltre ai danni ambientali gravi, un ammanco per l’Erario per via del mancato versamento del contributo ambientale per la raccolta e il riciclo, pari a un totale di circa 12 milioni di euro, oltre all’evasione dell’Iva calcolata in circa 80 milioni di euro. Il progetto a seguito del rapporto punta a contrastare questo commercio abusivo. L’attività trova anche l’appoggio di Legambiente con i consorzi Ecopneus, EcoTyre e Greentire e delle associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Airp, Federpneus e Assogomma.

Il primo passo è denunciare: da giugno 2017 al 15 dicembre 2019, la piattaforma  cambiopulito.it, riservata agli operatori del settore, ha fatto registrare 361 denunce che hanno coinvolto 301 società. Le indagini hanno fatto emergere commercializzazioni illegali online e smaltimento illecito, omesso versamento del contributo Iva e ambientale, esercizio abusivo della professione e pratiche di concorrenza sleale.

Per assicurare più controlli e legalità nel settore, la filiera ha predisposto alcune proposte al ministro Costa. Gli strumenti sono:

  • trasparenza del sistema di raccolta e avvio al riciclo di Pfu;
  • tracciabilità dei flussi di generazione dei Pfu;
  • potenziamento dei controlli;
  • promozione delle filiere di recupero di materia della gomma riciclata;
  • istituzione del Registro dei produttori e degli importatori di pneumatici e aggiornamento almeno semestrale della Banca Informativa Pneumatici (Bip), già esistente presso il ministero dell’Ambiente;
  • istituzione presso il ministero di un Ufficio di controllo dei soggetti con certificazione per la raccolta di Pfu (consorzi e individuali);
  • collaborazione tra forze dell’ordine e Agenzia delle Dogane nel contrasto ai fenomeni di vendita nel commercio nero di pneumatici;
  • istituzione di un Tavolo permanente di Consultazione presso il ministero.
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