Tassa Minima Globale, Franco: “fiduciosi per accordo politico al G20 di Venezia”

Le notizie che arrivano dall’Ocse sono un passo avanti verso l’intesa politica sulla riforma della tassazione delle multinazionali che intendiamo raggiungere al G20 di Venezia.

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Le notizie che arrivano dall’Ocse sono un passo avanti verso l’intesa politica sulla riforma della tassazione delle multinazionali che intendiamo raggiungere al G20 di Venezia.

I ministri delle Finanze del G7 dovrebbero approvare l’ambiziosa “tassa minima globale” sulle società nel summit in programma a Venezia la prossima settimana sotto la presidenza italiana.

La Tassa Minima Globale è stata proposta per la prima volta dal Tesoro Usa a maggio è consisteva, sostanzialmente, in un’imposta societaria minima globale di almeno il 21%, adesso scesa al 15%.

Tale proposta, che si affianca al progetto europeo della cosiddetta “web tax”, permetterebbe di evitare o, quantomeno, di ridurre gli effetti del cosiddetto “dumping fiscale”. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Dumping fiscale, ecco perché è necessaria una tassa minima globale

Con il termine dumping fiscale, sostanzialmente, si indica quel fenomeno tramite il quale uno o più nazioni garantiscono alle aziende una pressione fiscale più vantaggiosa rispetto a quella adottata nel paese di origine dell’impresa.

Tale pratica, del tutto legale, viene adottata soprattutto dalle grandi aziende con volumi d’affari in tutto il mondo.

In Europa, i Paesi più appetibili, da questo punto di vista, sono: Belgio, Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Olanda e Ungheria.

Al contrario, nazioni come Germania, Francia e Italia sono le più penalizzate da questo fenomeno.

Tassa Minima Globale, le parole de ministro Franco

“Le notizie che arrivano dall’Ocse, ha spiegato il ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, sono un passo avanti verso l’intesa politica sulla riforma della tassazione delle multinazionali che intendiamo raggiungere al G20 Finanze, in programma a Venezia la prossima settimana sotto la presidenza italiana”.

Siamo fiduciosi, continua il Ministro, sulla possibilità di trovare un accordo a livello G20 sulla struttura di nuove regole per la riallocazione dei profitti delle grandi multinazionali e per la tassazione minima effettiva che cambierebbero radicalmente l’attuale architettura della fiscalità internazionale, rendendola adeguata rispetto alle caratteristiche dell’economia globale del XXI secolo.

 

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