Tassa licenziamento in vigore dal 1 gennaio 2013

Tassa licenziamento in vigore da quest'anno grazie alla riforma del lavoro Fornero e oggetto di chiarimenti con la circolare Inps n. 44 del 2013

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Tassa licenziamento in vigore da quest'anno grazie alla riforma del lavoro Fornero e oggetto di chiarimenti con la circolare Inps n. 44 del 2013

Tassa licenziamento introdotta dalla riforma del lavoro Fornero oggetto di chiarimenti con la circolare n. 44 Inps.

Tassa licenziamento legge Fornero

La legge n. 92 del 2012, al legge di riforma del lavoro Fornero ha introdotto sui licenziamenti un vero e proprio ticket dal 1 gennaio 2013. Tra le tante novità introdotte abbiamo l’Aspi, l’assicurazione sociale per l’impiego che ha previsto e la tassa sul licenziamento ha come fine principale proprio quello di finanziare la nuova indennità di disoccupazione. 

Tassa licenziamento e circolare Inps

Nella circolare n. 44/2013 l’Inps fa il punto su questa nuova tassa. Innanzitutto riporta il testo del comma 250 dell’unico articolo di cui si compone la legge n. 228/2012, alla lettera f) che riformula il comma 31 dell’articolo 2 della legge 92/2012, che reca la relativa disciplina. Il nuovo testo così recita: “Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’Aspi, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41% del massimale mensile di Aspi per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

 

Viene introdotto un nesso tra il contributo e il teorico diritto all’Aspi da parte del lavoratore il cui rapporto di lavoro è stato interrotto e conseguentemente, i datori di lavoro saranno tenuti all’assolvimento della contribuzione in tutti i casi in cui la cessazione del rapporto generi in capo al lavoratore il teorico diritto alla nuova indennità, a prescindere dall’effettiva percezione della stessa. Sono così escluse dall’obbligo  contributivo in argomento le cessazioni del rapporto di lavoro a seguito di:

–   dimissioni,

–   risoluzioni consensuali, ad eccezione di quelle derivanti da procedura di conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro, nonché da trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici;

–  decesso del lavoratore.

Misura della tassa di licenziamento

In luogo del precedente parametro del 50% del trattamento Aspi spettante al lavoratore cessato viene previsto ora il 41% del massimale mensile. Viene così effettuato un riferimento legislativo alla somma limite della legge n.92/2012 che, per l’anno 2013, è stabilita in 1.180,00 euro. Un valore che però viene annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Di conseguenza per le interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nel 2013, a decorrere dal 1 gennaio, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, la contribuzione da versare sarà pari a € 483,80. 

Per i soggetti che possono vantare 36 mesi di anzianità aziendale, l’importo massimo da versare nel 2013 sarà invece di 1.451,00 euro. Per i rapporti di lavoro inferiori ai  12 mesi invece il contributo va rideterminato in proporzione al numero dei mesi di durata del rapporto di lavoro. A tal fine, si considera mese intero quello in cui la prestazione lavorativa si sia protratta per almeno 15 giorni di calendario.

La tassa di licenziamento è dovuta anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi compreso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo di formazione , mentre è dovuto nei casi di dimissioni dell’apprendista per giusta causa o intervenute durante il periodo tutelato di maternità.

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Argomenti: Licenziamento