Tassa governativa cellulari legittima secondo la Cassazione

Tassa governativa cellulari da pagare obbligatoriamente. Lo dice la Cassazione

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Tassa governativa cellulari da pagare obbligatoriamente. Lo dice la Cassazione
Tassa governative cellulari? Va pagata. Lo dice la Cassazione

Tassa governativa cellulari tutelata dalla Cassazione. Richieste di rimborso sulla tassa di concessione governativa, la TGC, da parte di privati ed enti rispedite al mittente. Questo il succo della sentenza n. 23052 della Suprema Corte.

Tassa governativa cellulari: la questione

La questione è semplice. L’articolo 21 della tariffa allegata al DPR n. 641 del 2971 indica tra gli atti soggetti alla concessione governativa la licenza o il documento sostitutivo per l’impiego di apparecchiature territoriali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione. In seguito il decreto legislativo n. 259 del 2003, liberalizzando il mercato, ha sostituito il regime di concessione governativa con quello concorrenziale. Sulla base di ciò è stata chiesta l’abrogazione dell’articolo 21. Tantissimi i comuni del Nordest che hanno chiesto all’Agenzia delle entrate i rimborsi della  tassa di concessione governativa cellulari versata.

Tassa governativa cellulari: la sentenza della Cassazione

I titolari dei contratti in abbonamento, quindi, devono continuare a pagare la tassa di concessione governativa sui cellulari, pari a 12,91 euro mensili per le utenze business e a 5,16 euro per i clienti privati. Ad affermarlo è la Suprema Corte con la sentenza n. 23052 del 14 dicembre 2012. Una pronuncia attesa da mesi e che ribalta l’orientamento dominante della giurisprudenza tributaria di merito.

A commentare la sentenza della Cassazione è il legale dell’Anci, che rappresenta in giudizio circa 200 amministrazioni comunali. “Rispettiamo la sentenza ma non la condividiamo. Anche il procuratore generale ha sposato le nostre tesi” – sottolinea il legale – “ ribadendo che il tributo è illegittimo. In primis perché l’articolo 160 del dlgs n. 259/2003 disciplina ipotesi diverse rispetto ai cellulari. E soprattutto perché l’ingresso nel mercato e l’erogazione di servizi di telefonia sono attività libere. Non c’è alcuna controprestazione dello Stato che giustifichi la tassa. Siamo fiduciosi che l’indirizzo assunto da questa sentenza possa essere ribaltato in un futuro prossimo”.

 

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi, Tasse e Tributi