Tassa barche: ecco la cronaca di un fiasco annunciato

Tassa barche. Il Governo ammette che non ci sono state le entrate sperate. Un altro flop del Governo tecnico?

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Tassa barche. Il Governo ammette che non ci sono state le entrate sperate. Un altro flop del Governo tecnico?
Tassa barche non supera le aspettative del Governo. Solo 24 milioni entrati contro i 155 stimati

Tassa barche? Un vero e proprio fiasco. Ad affermarlo, non ovviamente in questi termini, il sottosegretario del Ministero dell’economia e delle finanze, Vieri Ceriani, nel corso di un question time alla Camera ieri 20 settembre 2012.

Tassa barche nella manovra salva Italia

Dalla tassa di stazionamento in acque pubbliche nazionali, il governo nell’introdurre la famosa tassa sul lusso,  è passato a tassare il possesso delle imbarcazioni. La tassa in questione, è bene ricordarlo, deve  essere corrisposta dai proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, o dagli utilizzatori a titolo di locazione anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché dalle stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile, il possesso dell’unità da diporto.

 Tassa barche: quali importi vanno pagati?

 La manovra salva Italia prima, e il decreto liberalizzazione poi, hanno modificato gli importi della tassa imbarcazioni, importi che sono rapportati alla lunghezza dello scafo, per cui si va dagli 800 euro per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 10,01 e i 12 metri, ai 1.160 euro per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 12,01 e i 14 metri, fino ai 25.000 euro per le unità con scafo di lunghezza superiore ai 64 metri. ( si veda per maggiori dettagli il nostro articolo Tassa barche: pagamento, codici tributo e esenzioni).

Tassa barche: un flop?

 Quali effetti nell’economia dell’Italia ha avuto l’istituzione della tassa  sulle barche? Questa domanda è stata oggetto di un’ interrogazione parlamentare di fronte alla Camera, svoltasi ieri 20 settembre 2012 in cui gli Onorevoli interroganti chiedevano di conoscere il saldo differenziale tra le entrate fiscali versate a titolo di tassa sulle barche e le mancate entrate dovute all’abbandono dei porti italiani da parte di numerose imbarcazioni. La risposta fa emergere con tutta chiarezza il flop della tassa barche in relazione al recupero di maggiori entrate possibili per il Fisco. Sono gli Uffici dell’Amministrazione finanziaria a riferire che, a fronte della previsione di un importo pari a 155 milioni di euro per il 2012, i versamenti affluiti, direttamente o tramite modello F24, al capitolo n. 1222 dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato ammontano a circa 24 milioni di euro. 155 milioni stimati, solo 24 recuperati. La giustificazione plausibile è che molte imbarcazioni hanno preso il largo, abbandonando i porti italiani, anche se l’Amministrazione finanziaria non vede questo “ammutinamento” per colpa della tassa barche introdotta dal Governo Monti, poiché il calo delle presenze riguarda, come dice Vieri Ceriani rispondendo al question time, anche unità non soggette alla tassa barche, perché di dimensioni inferiori a quanto stabilito dalle norme. Si deve registrare un altro fiasco del Governo Monti? ( a tal proposito si veda il nostro articolo Crisi economica e sacrifici a perdere: niente pareggio di bilancio nel 2013).

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Argomenti: Tasse e Tributi