Tassa barche: calcolo e termini del versamento

In vista dell’imminente scadenza, l’Agenzia delle entrate ha emanato una circolare per chiarire alcuni aspetti controversi. Stiamo parlando della tassa annuale sulle unità da diporto e la circolare è la n. 16 del 30/05/2012

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
In vista dell’imminente scadenza, l’Agenzia delle entrate ha emanato una circolare per chiarire alcuni aspetti controversi. Stiamo parlando della tassa annuale sulle unità da diporto e la circolare è la n. 16 del 30/05/2012

La circolare delle entrate in cui si spiegano alcuni aspetti della tassa annuale sulle unità da diporto  ricorda come l’articolo 16, commi da 2 a 10 e 15-ter del decreto salva Italia ha istituito proprio questa tassa annuale sulle unità da diporto di lunghezza superiore ai 10 metri, mentre l’articolo 3 del Decreto fiscale ha previsto l’esenzione dalla tassa per quelle imbarcazioni utilizzate dai soggetti di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, affetti da patologie che richiedono l’utilizzo permanente delle imbarcazioni medesime.

 

La nozione di nautica da diporto

L’Agenzia precisa in primo luogo l’oggetto della tassa, ossia la nozione di unità da diporto, riprendendo l’articolo 3, lett. a) del Codice della nautica da diporto, per cui si intende unità da diporto ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto ( nave da diporto, imbarcazione da diporto, natante da diporto).

 

Tassa esclusa per i natanti da diporto

Tenuto conto che la tassa trova applicazione solo con riferimento alle unità da diporto di lunghezza superiore a 10 metri, restano esclusi da imposizione i natanti da diporto.

 

Tassazione imbarcazioni: la lunghezza dell’unità

La misura della tassa è rapportata alla lunghezza dell’unità con scafo, la quale a sua volta è misurata sulla base delle norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto. Per le unità costruite antecedentemente all’obbligo di marcatura CE previsto dalla norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666, richiamate dal comma 6 dell’articolo 16 del decreto legge n. 201 del 2011, occorre fare riferimento per l’individuazione della lunghezza dell’imbarcazione alla distanza, misurata in linea retta, tra il punto estremo anteriore della prora e il punto estremo posteriore della poppa, escluse le appendici.

 

Chi è tenuto a pagare la tassa sulle barche

Se ad essere tenuti al versamento della tassa sono i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione anche finanziaria per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto, si precisa, nella circolare n. 16/2012 anche nel caso in cui più soggetti siano proprietari o detentori dell’imbarcazione, detti soggetti sono tenuti in solido al versamento della tassa. Per espressa previsione normativa, sono tenuti al pagamento della tassa i soggetti che utilizzano l’imbarcazione sulla base di un contratto di locazione o di locazione finanziaria, anche se di breve durata.

 

Chi invece è escluso

Non sono tenute invece al pagamento della tassa le persone fisiche che non risultino residenti nel territorio dello Stato, nonché le persone giuridiche che non abbiano la propria sede legale in Italia. Tali soggetti non sono pertanto tenuti al pagamento della tassa ancorché l’imbarcazione risulti immatricolata nei registri nazionali.

 

 

… e i noleggiatori?: per le Entrate  devono pagare

Rimarrebbero esclusi anche i noleggiatori delle unità da diporto. Secondo l’Agenzia però, se in base ad una interpretazione letterale della normativa, le imbarcazioni utilizzate mediante contratto di noleggio resterebbero escluse da tassazione in quanto non risulterebbero tenuti al relativo pagamento né il noleggiatore né le aziende di noleggio, al fine di evitare una ingiustificata disparità di trattamento tra il settore del noleggio e quello della locazione, si ritiene che anche il noleggiatore, al pari del locatario, sia tenuto al pagamento della tassa atteso che diversamente si verificherebbero inevitabili effetti distorsivi del mercato.

 

Le unità da diporto esenti dalla tassazione

Rimangono esclusi dall’imposizione fiscale in oggetto:

– le unità di proprietà o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici,

– quelle obbligatorie di salvataggio,

– i battelli di servizio (compresi i tender), purchè questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti,

– le unità in uso dei soggetti di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, affetti da patologie che richiedono l’utilizzo permanente delle medesime,

-le unità da diporto possedute ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato esclusivamente per fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso,

-le unità nuove con targa di prova che rientrino nella disponibilità a qualsiasi titolo del cantiere costruttore, manutentore o del distributore, ovvero per quelle usate ritirate dai medesimi cantieri o distributori con mandato di vendita ed in attesa del perfezionamento dell’atto, ovvero per le unità che provengano da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore.

 

Tassazione immatricolazione barche: stop solo per il primo anno

Al preciso scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non trova, inoltre, applicazione per il primo anno di immatricolazione delle unità da diporto e per le unità che costituiscono beni strumentali di aziende di locazione e noleggio.  L’Agenzia in merito ricorda come l’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali quando è oggetto di contratti di locazione e noleggio, è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto, è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.

 

 

Come si calcola la tassa sulle barche

Il versamento di questa tassa deve essere effettuato entro il 31 maggio di ciascun anno ed è riferito al periodo 1° maggio – 30 aprile dell’anno successivo. Chi, alla data del 1° maggio, risulta proprietario o titolare di altro diritto reale sull’imbarcazione o detentore della stessa sulla base di un contratto di locazione anche finanziaria di durata superiore all’anno è, pertanto, tenuto al pagamento della tassa nella misura annua stabilita, entro il 31 maggio.

 

 

Trasferimento proprietà unità da diporto

Nella circolare del 30 maggio 2012, le Entrate chiariscono il caso dell’individuazione del soggetto tenuto al pagamento della tassa e il calcolo della stessa qualora si trasferisca la proprietà o altro diritto reale sull’unità da diporto. In tal caso occorre fare riferimento alla data in cui si realizza l’effetto traslativo. Se il presupposto per l’applicazione della tassa si verifichi successivamente al 1° maggio, il relativo versamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo al verificarsi del presupposto stesso. In tal caso, la tassa deve essere versata rapportando l’importo annuo al periodo che decorre dal momento in cui si verifica il presupposto impositivo (ad es. la data di acquisto di un’unità da diporto o di stipula di un contratto di locazione di durata superiore all’anno) fino al 30 aprile dell’anno successivo. Per i periodi successivi invece, dovrà essere rispettata la scadenza del 31 maggio.

 

Per capire al meglio questa fattispecie, nella suddetta circolare viene portato un esempio esplicativo:

Esempio: Acquisto dell’unità da diporto usata il 1° dicembre 2012, (per la quale non è stata corrisposta la tassa, ad esempio perché in regime di esenzione) di lunghezza pari a 45 metri.

Tassa dovuta per il periodo 1° dicembre 2012- 30 aprile 2013, pari a 150 giorni: (16.000.150/365)= 6.575,00 euro.  

Entro il 31 gennaio 2013, deve essere corrisposta la tassa pari ad euro 6.575,00.

Per gli anni successivi, la tassa deve essere corrisposta, nella misura annua prevista pari ad euro 16.000, entro il 31 maggio 2013.

Nel caso poi in cui l’unità da diporto venga ceduta in data successiva al pagamento, la tassa versata non può essere restituita e il nuovo acquirente non deve corrispondere nuovamente la tassa per il medesimo periodo. 

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Argomenti: Tasse e Tributi