Tassa Airbnb: in vigore dal 1 maggio 2017 la tassa affitti turistici

Dal 1 maggio sulle locazioni turistiche scatterà la tassa del 21%: ecco le novità e chi riguarderanno.

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Dal 1 maggio sulle locazioni turistiche scatterà la tassa del 21%: ecco le novità e chi riguarderanno.

Dal 1 maggio 2017 scatterà la tassa sugli affitti turistici, un prelievo che avverrà tramite un imposta sostitutiva del 21% che richiama, in qualche modo la cedolare secca sulle locazioni ordinarie.

Chi esercita l’attività di intermediazione tra domanda e offerta, anche attraverso siti internet, dovrà operare la ritenuta fiscale sui compensi versati al locatore. E sono proprio gli affitti brevi stipulati online i principali destinatari di quella che è stata ribattezzata la “tassa Airbnb“, dal nome del più famoso portale che mette in contatto privati che cercano alloggio per brevi periodi con chi dispone di un’abitazione o anche solo di una stanza da affittare.

L’introduzione di questa  flat tax sulle case vacanze era stata più volte ipotizzata senza mai, però, essere vagliata, trova spazio nella bozza di manovra correttiva predisposta dal governo.

A livello teorico, quindi, l’imponibilità delle somme incassate da coloro che affittano casa ai turisti occasionalmente o stagionalmente,  non è mai stata in discussione poichè tali redditi costituiscono redditi da fabbricati  sui quali può essere assolta l’Irpef o con regime ordinario o con cedolare secca. Se l’attività di locazione turistica viene condotta con organizzazione e professionalità, allora si ricade nel reddito di impresa.

A far scattare il presupposto di “commercialità” può essere anche la fornitura di servizi accessori, quali per esempio la consegna e il cambio della biancheria e/o il riassetto del locale.

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