Tassa Airbnb, si parte a giugno senza decreto: ecco chi è tenuto al pagamento

Tassa Airbnb, cedolare secca: per l'Agenzia delle Entrate si parte a giugno senza decreto. Ecco chi è tenuto al pagamento

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Tassa Airbnb, cedolare secca: per l'Agenzia delle Entrate si parte a giugno senza decreto. Ecco chi è tenuto al pagamento

Confermato il debutto la tassa Airbnb che impone la cedolare secca sugli affitti brevi già da giugno (con aliquota al 21%): secondo l’Agenzia delle Entrate non bisognerà aspettare il decreto con le disposizioni attuative relativo alla nuova politica fiscale per le piattaforme di affitto online. Occorre quindi stabilire, in tempi brevi, quali sono i soggetti obbligati all’applicazione della cedolare secca sulle locazioni brevi, a partire verosimilmente dal mese di giugno 2017.

Secondo l’Agenzia delle Entrate la mancanza dell’emissione della circolare operativa non osta al debutto della novità sulla tassazione per le locazioni brevi e per le attività di intermediazione immobiliare, tra cui i servizi resi dai siti web appunto. La norma contenuta nell’art. 4 del DL 50/2017 è infatti di per sé sufficientemente dettagliata per chiarire le regole e le modalità di applicazione della tassa Airbnb.

Una novità di rilievo riguarda inoltre la proposta dell’Agenzia delle Entrate di estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte a titolo d’imposta pari al 21 per cento sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi percepiti anche alle attività di B&b occasionale, ivi incluse quelle relative a servizi accessori attualmente inquadrati nella categoria di redditi diversi. Nel caso in cui il proprietario dell’immobile locato decidesse di non optare per la cedolare secca, la ritenuta si considererà effettuata a titolo di acconto.

Tassa Airbnb: cosa si rischia se non si paga

Per chi affitta anche a breve termine utilizzando queste piattaforme online quindi (si parla di tassa Airbnb ma sono incluse nella novità eventualmente anche altri portali ovviamente, Booking in primis) è importante restare aggiornati sugli sviluppi dei prossimi giorni. Ricordiamo infatti che la sanzione amministrativa per chi non si adegua arriva fino a 2.000 euro. Gli intermediari tenuti alla trasmissione dei dati dei contratti di locazione breve che non rispetteranno le disposizioni della norma Airbnb saranno sottoposti al pagamento di una sanzione pari al 20% dell’ammontare non trattenuto a titolo di ritenuta operando a titolo di sostituto d’imposta.

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