Tassa Airbnb: ecco perché non cambierà niente per chi affitta

Tassa Airbnb, scatterà dal primo giugno ma potrebbe non cambiare nulla: ecco perché. Cosa sapere se hai un annuncio di affitto turistico online

di , pubblicato il
Tassa Airbnb, scatterà dal primo giugno ma potrebbe non cambiare nulla: ecco perché. Cosa sapere se hai un annuncio di affitto turistico online

Nella manovrina del Governo rispunta la tassa Airbnb che dovrebbe essere applicata a partire dal primo giugno sugli affitti brevi online. Anche se la chiamano tassa Airbnb ovviamente non riguarderebbe solo questo sito ma tutte le piattaforme simili, Booking in primis. La norma prevede l’applicazione anche a questo genere di affitti della cedolare secca al 21%. Tuttavia, per come è scritta, la norma rischia di rivelarsi inapplicabile. Ecco perché potrebbe non cambiare nulla per le tasse a chi affitta su Airbnb e siti simili.

Stefano Bettanin, presidente dell’associazione Property Managers Italia, ha palesato alcune perplessità sul ruolo di Airbnb Homeaway o Booking.com e simili come sostituto di imposta. Secondo la proposta di legge infatti dovrebbero essere questi portali ad incassare le tasse e girarle al Fisco italiano. Con questo passaggio il Governo ha previsto di triplicare le entrate rispetto ai circa 100 milioni di euro scarsi raccolti oggi dagli affitti turistici con cedolare secca. Tuttavia, per come è scritta la norma, concretamente gli unici che rischiano di pagare sono gli agenti immobiliari (che peraltro nelle locazioni turistiche online ormai hanno un ruolo sempre più ridotto e marginale). Il country manager per l’Italia di Airbnb, Matteo Stifanelli, ha già fatto sapere che il sito non potrà svolgere il ruolo di sostituto di imposta, ma al massimo di “agente contabile”. E qui arriviamo al limite centrale: quasi nessuna delle piattaforme per affitti turistici online ha sede in Italia.

Argomenti: ,