Tassa Airbnb al 21%: si paga ma senza sanzioni

La tassa Airbnb va pagata ma il Tar invita le Entrate a non prevedere sanzioni per il mancato rispetto della scadenza del 16 ottobre: così ha deciso il tribunale del Lazio.

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La tassa Airbnb va pagata ma il Tar invita le Entrate a non prevedere sanzioni per il mancato rispetto della scadenza del 16 ottobre: così ha deciso il tribunale del Lazio.

Chi affitta casa con Airbnb dovrà pagare la tassa calcolata con cedolare secca al 21%: il Tar del Lazio ha dato ragione all’Agenzia delle Entrate giudicando lecita la pretesa fiscale. Al tempo stesso però il giudice amministrativo ha invitato l’ente di riscossione a non accanirsi con chi, tra i proprietari di casa, non ha rispettato la scadenza del 16 ottobre posto che si attendeva proprio l’esito di questa sentenza in esame (ordinanza 5442/2017). Se il Tar avesse dato ragione ad Airbnb, infatti, e la cedolare secca sugli affitti brevi o giornalieri fosse stata dichiarata non lecita, tutto si sarebbe fermato. Così non è stato quindi ora i proprietari di casa che affittano su Airbnb dovranno adeguarsi alle nuove regole.

I giudici non hanno riscontrato carattere discriminatorio negli obblighi di versamento della ritenuta nel momento in cui essi si applicano solo agli intermediari che intervengono nel versamento del canone di locazione.
Il Tar ha inoltre voluto ritenere prevalente l’interesse pubblico del mantenimento degli effetti del provvedimento fiscale rispetto a quello privato di Airbnb. A maggior ragione, posto che altri intermediari si sono già adeguati.
La piattaforma di affitti online è stata quindi condannata ma con clemenza, almeno per quanto concerne il rispetto stretto dei termini. Airbnb dal canto suo si riserva il diritto di portare il caso, in virtù della sua complessità, all’attenzione del Consiglio di Stato.

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