Tasi Roma: chi paga a giugno e chi a settembre

Tra i Comuni costretti a rinviare il pagamento della Tasi c'è Roma: il sindaco Marino non nasconde di aver fatto di tutto per rientrare nei tempi ma non esclude un ulteriore slittamento ad ottobre

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Tra i Comuni costretti a rinviare il pagamento della Tasi c'è Roma: il sindaco Marino non nasconde di aver fatto di tutto per rientrare nei tempi ma non esclude un ulteriore slittamento ad ottobre

La scadenza del 16 giugno è imminente e il caos per la definizione del pagamento della Tasi ha costretto molti Comuni a rimandare la prima rata 2014 a settembre o perfino ottobre. Tra le città nelle quali la Tasi si pagherà dopo l’estate c’è Roma, sebbene la capitale si fosse mossa per tempo per rientrare nel 10% dei Comuni che hanno già fissato l’aliquota per la tassa sui servizi indivisibili. Lo ha confermato il presidente dell’Assemblea Capitolina, Mirko Coratti: lo slittamento si è reso necessario per mancanza di tempi tecnici per l’approvazione delle nuove aliquote che andava fatta entro oggi, venerdì 23 maggio 2014. Come accaduto per Milano la Giunta Capitolina comunque ha già fissato al 2,5 per mille, adeguandosi al minimo imposto per legge. Allora perché si pagherà a settembre? Ha spiegato il sindaco Marino: “Molti comuni hanno deliberato il bilancio in tempo e così è stato anche a Roma: io ho tanto insistito con grandissima determinazione perché quest’anno dopo tanti anni Roma tornasse su un binario di un’amministrazione sana e quindi che votasse in giunta entro aprile il proprio bilancio. Lo abbiamo fatto, abbiamo scritto un bilancio di equità sociale. Purtroppo l’Assemblea capitolina nella sua insindacabile autonomia ha deciso di valutare le decisioni della giunta dopo le elezioni europee e questo evidentemente porterà a un ritardo dell’approvazione del bilancio e quindi la Tasi non potrà essere pagata a giugno e a dicembre ma molto probabilmente non potrà essere pagata prima di ottobre”.

 Tasi a Roma: chi paga a giugno e chi dopo

I proprietari di casa a Roma quindi non dovranno pagare l’acconto Tasi a giugno 2014. Lo slittamento invece non vale per l’Imu per chi possiede una seconda casa. In questo caso peraltro l’aliquota totale è pari a 11,4 per mille (10,6 per mille sulla rendita catastale da saldare a giugno + 0,8 per mille di maggiorazione TASI diviso a metà fra acconto di settembre saldo di fine anno a dicembre). La proroga Tasi a Roma non vale peraltro per sette Comuni della provincia di Roma. A Campagnano, Ciampino, Fiano, Fiumicino, Grottaferrata, Monterotondo e Subiaco i sindaci infatti hanno già stabilito le aliquote e quindi la scadenza per il versamento dell’acconto resta fissata al 16 giugno prossimo. Va detto che chi paga in ritardo la TASI può ricorrere al ravvedimento operoso Tasi 2014, spontaneamente e prima che l’Amministrazione Finanziaria notifichi la violazione applicando la corrispondente sanzione amministrativa. Per farlo basta barrare la casella Ravv. del modello f24 Agenzia delle Entrate, utilizzando i codici tributo 3962 Tasi versamento INTERESSIe3963 Tasi versamento SANZIONI.  

Ignazio Marino: i danni del rinvio della Tasi a Roma

L’amministrazione capitolina non ha nascosto le possibili conseguenze del rinvio della Tasi. Il presidente della commissione bilancio Alfredo Ferrari ha messo l’accento sulla “sofferenza di liquidità” immediata dovuta alla proroga di tre mesi e stimata intorno ai 200-250 milioni di euro. Le cifre non sono confermate ma quel che è certo è che si tratta di un ammanco notevole con il quale fare i conti. Pare comunque che il ministero del Tesoro provvederà a compensare l’ammanco di cassa temporaneo. Lo ha confermato il presidente dell’Anci Piero Fassino “il governo farà un’anticipazione delle cifre che il Comune avrebbe dovuto introiettare, salvo poi farsi restituire eventuali somme in eccedenza”

Tasi a Roma: costerà più o meno dell’Imu?

Il rinvio della Tasi a Roma non ha placato le polemiche relative al peso della tassa per i cittadini. Uno studio Uil ha stimato che i contribuenti romani pagheranno in media 410 euro. La Tasi 2014 dovrebbe quindi essere più leggera dell’imposta comunale sugli immobili che ammontava a 537 euro. Il calcolo però non tiene conto degli sgravi fiscali di 200 euro per ciascun immobile più 50 euro per ogni figlio a carico che il Comune aveva previsto per la vecchia Imu a favore delle famiglie meno abbienti. Senza contare inoltre che a Roma, in seguito alla riclassificazione operata dall’ Agenzia delle Entrate, circa 35 mila abitazioni hanno perso la qualifica di alloggi popolari vedendo quasi raddoppiare la rendita catastale. A tal proposito Mario Bertone, segretario della Cisl di Roma e Lazio, ha spiegato perché, non tenendo conto delle suddette detrazioni, “la Tasi si configura come un’imposta che penalizza i proprietari di immobili con rendita catastale più bassa rispetto a coloro che possiedono abitazioni più pregiate”.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Scadenze fiscali

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